Qualitá e sicurezza: principi indispensabili per la filiera trasfusionale
C’é necessitá di nuove soluzioni per progredire nelle terapie trasfusionali.
di Maurizio Lozzi
Giovedì 23 Febbraio 2023
Roma - 23 feb 2023 (Prima Notizia 24)
C’é necessitá di nuove soluzioni per progredire nelle terapie trasfusionali.
Il livello di sicurezza raggiunto nella trasfusione del sangue rende oggi questa terapia una delle attività sanitarie meglio padroneggiate.

Il raggiungimento qualitativo ottenuto grazie ai continui progressi scientifici investe sia le intere strutture organizzative che assicurano questo tipo di intervento, che le responsabilità, le procedure ed i processi ad esso connessi.

Non è un caso che oggi all’interno dei centri trsfusionali tutto viene svolto con una costante attenzione alla qualità ed all’ottenimento di migliori risultati. Va, infatti, riconosciuto che, come ogni terapia, la trasfusione di sangue richiede una valutazione regolare, in particolare delle sue indicazioni, della sua efficacia e dei suoi rischi.

Tutti fattori che nel loro complesso influiscono sia sull'organizzazione della filiera trasfusionale, che sul coinvolgimento e – naturalmente - sul rispetto della sicurezza sia per i donatori, che per i destinatari.

Ma benché i livelli di sicurezza raggiunti in questo ambito siano ormai ben consolidati, occorrono ancora altri strumenti per migliorare questa terapia e la sua derivante catena trasfusionale.

Programmi di gestione del sangue per il paziente (GSP), al fine di ottimizzarne l'uso, potrebbero ad esempio essere maggiormente promossi oppure strumenti di gestione dell’offerta di emoderivati per migliorare l’efficacia e l’efficienza della catena trasfusionale potrebbero, altresì, venire implementati, come anche la gestione ed il coordinamento di attività maggiormente dedicate alle esigenze dei pazienti nel rispetto della loro sicurezza e di quella dei donatori.

È ovvio che esistono sfide importanti per la medicina trasfusionale di domani che, pur basandosi su principi consolidati, deve ottimizzare ancor di più le sue strategie operative centrandole sul paziente.

Infatti, una visione centrata sui pazienti porta a concepire le attività di medicina trasfusionale come una filiera - in inglese “blood supply chain” – che, partendo dai bisogni di questi, finisce per terminare ovviamente con la pratica della trasfusione, mirando però a mantenere sempre un'adeguata gestione dei donatori, che restano sempre l’importante figura all'altra estremità della catena trasfusionale.

Al di là, inoltre, dei rapporti e degli scambi di informazioni tra ospedali e Associazioni di donatori - purtroppo ancora in gran parte insufficienti - la gestione coordinata delle attività di medicina trasfusionale nel loro complesso rimane certamente un obiettivo importante, soprattutto nell’ottica di migliorare l’efficacia e l’efficienza della catena di approvvigionamento trasfusionale.

È, infatti, nella sua interezza che questa filiera necessita del continuo miglioramento della qualità e della sicurezza, in particolare per quanto riguarda i rischi immuno-ematologici e infettivi. Pertanto oggi, più che mai, qualità e sicurezza rappresentano principi dai quali non è possibile prescindere, soprattutto nell’ambito fondamentale della ricerca sia applicata che clinica, la quale deve accompagnare inscindibilmente il progresso scientifico e medico proponendo nuove soluzioni per rimuovere le barriere attuali e preparare il futuro.

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