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  • Roma - Giovedì 2 Luglio 2026

Riforma elettorale, scontro nella maggioranza: Tajani sfida Meloni sulle preferenze, Salvini fa asse con Forza Italia

La riforma della legge elettorale divide il centrodestra. Forza Italia e Lega fanno fronte comune contro le preferenze volute da Meloni, mentre il dibattito si intreccia con il ruolo di Vannacci e gli scenari per le prossime elezioni.

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La riforma della legge elettorale apre una nuova crepa all'interno della maggioranza di governo. A dividere Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia è il tema delle preferenze, sul quale Antonio Tajani ha deciso di alzare il livello dello scontro con Giorgia Meloni. Il vicepremier e leader azzurro, parlando con alcuni deputati alla Camera, avrebbe ribadito la linea del suo partito: "Noi teniamo il punto sulla nostra contrarietà alle preferenze, siamo sempre stati coerenti". Ma è soprattutto un altro passaggio ad aver attirato l'attenzione politica: "Fratelli d'Italia non può permettersi di esagerare perché se penalizza noi e la Lega non può certo vincere da sola le elezioni". Parole che fotografano un confronto ormai aperto e che rischia di complicare il cammino della riforma.

Il vertice finito senza accordo

Le tensioni sono emerse con forza durante il vertice di maggioranza di lunedì sera, nel quale i rappresentanti dei tre partiti hanno cercato invano di trovare una mediazione. Dopo circa due ore di confronto, segnate anche da un duro intervento del senatore leghista Andrea Paganella, contrario a qualsiasi compromesso, gli sherpa della coalizione hanno deciso di rinviare ogni decisione. Il voto sugli emendamenti in Aula è stato così posticipato di un'altra settimana, rimandando la soluzione del nodo politico ai leader della coalizione. Nei giorni successivi Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini hanno avuto diversi confronti, sia telefonici sia a margine degli incontri istituzionali, nel tentativo di ricucire lo strappo.

Salvini non vuole arretrare

Tra i tre leader, Matteo Salvini è considerato il più determinato nel respingere il nuovo impianto elettorale. Secondo quanto filtra dalla maggioranza, il leader della Lega considera una sconfitta sulle preferenze un colpo pesantissimo anche sul piano interno, in una fase già delicata per la sua leadership. Per questo motivo il Carroccio avrebbe scelto di fare asse con Forza Italia, dando vita a un fronte comune contro l'impostazione sostenuta da Palazzo Chigi.

I dubbi di Forza Italia sul nuovo sistema

Anche in Forza Italia cresce lo scetticismo sulla convenienza di modificare l'attuale legge elettorale. Secondo il retroscena, i vertici azzurri avrebbero analizzato gli effetti dell'attuale Rosatellum e della proposta di riforma, simulando diversi scenari politici. La domanda al centro del confronto sarebbe stata semplice: conviene davvero cambiare la legge elettorale? Tra i più pragmatici ci sarebbe stato Paolo Barelli, che avrebbe osservato come l'unica strada realmente competitiva per il centrodestra passerebbe da un'intesa con Roberto Vannacci. In assenza di quell'accordo, secondo alcune valutazioni interne, il nuovo sistema potrebbe addirittura aumentare il rischio di una sconfitta della coalizione.

Il peso del possibile accordo con Vannacci

Le simulazioni effettuate dagli azzurri ruotano attorno a un elemento decisivo: l'eventuale ingresso di Roberto Vannacci nell'alleanza di centrodestra. Secondo alcuni dirigenti forzisti, senza l'ex generale il cosiddetto "Stabilicum" potrebbe favorire il centrosinistra. Al contrario, mantenendo l'attuale Rosatellum, il centrodestra potrebbe limitare i danni anche nell'ipotesi di una maggiore frammentazione del quadro politico, soprattutto se dovesse concretizzarsi un nuovo progetto guidato da Alessandro Di Battista capace di sottrarre voti al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte.

La posizione di Marina Berlusconi

Nel dibattito interno pesa anche la posizione attribuita a Marina Berlusconi. Secondo fonti citate dal retroscena, la presidente di Fininvest sarebbe contraria a un'intesa politica con Roberto Vannacci. La convinzione sarebbe che non esistano le condizioni per costruire un accordo stabile, né prima né dopo le prossime elezioni politiche. Sempre secondo le indiscrezioni, questa posizione sarebbe stata comunicata anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Meloni resta sulle sue posizioni

Nonostante le resistenze degli alleati, Giorgia Meloni continua a sostenere la necessità di introdurre la riforma con il nuovo sistema delle preferenze. La premier, tuttavia, si trova di fronte a una situazione inedita: per la prima volta dall'inizio della legislatura, Lega e Forza Italia si sono schierate insieme contro una proposta sostenuta direttamente da Palazzo Chigi. Si tratta di un equilibrio delicato, destinato a pesare non soltanto sulla riforma elettorale, ma anche sui futuri rapporti di forza all'interno della coalizione. Con il voto rinviato e il confronto affidato direttamente ai leader, la partita resta aperta. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il centrodestra riuscirà a trovare un compromesso oppure se il progetto di riforma della legge elettorale subirà una nuova battuta d'arresto.

 

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