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- Firenze - Lunedì 18 Maggio 2026
Reddito di inclusione in Toscana, Giani annuncia l'ampliamento: "Allarghiamo le condizioni per accedervi"
Dopo la fase sperimentale e un avvio con pochi beneficiari, il governatore toscano conferma la rimodulazione dei parametri di accesso. Restano saldi il bonus da 500 euro mensili e la formazione gratuita per i disoccupati senza ammortizzatori sociali.
Il reddito di inclusione della Regione Toscana si prepara a cambiare volto per raggiungere una platea più ampia di cittadini. Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente della Regione, Eugenio Giani, intervenuto a margine del convegno della Cgil intitolato “Il lavoro tradito” a Firenze.
Rispondendo a una domanda sulla necessità di rivedere i criteri d'accesso alla misura, visti i pochi beneficiari registrati nella fase iniziale, il governatore ha spiegato la nuova strategia della giunta: “Avevamo messo una serie di condizioni che evidentemente è bene togliere perché abbiamo le risorse per poter allargare l’ambito delle persone che possono godere di questo processo”.
Il presidente toscano ha voluto difendere l'approccio prudente adottato al momento del debutto della misura, motivandolo con la necessità di testare la tenuta finanziaria del progetto. “Io vi avevo preavvertito che noi saremmo partiti da una posizione più oggettiva e quindi inevitabilmente più rigida per vedere i numeri anche perché è la prima volta che lo sperimentiamo. Avevamo quel quid di 23 milioni e volevamo capire di non andare oltre, creando però le condizioni perché fosse una cifra sufficiente per dare risposta al tema del disoccupato che ormai non ha ammortizzatori sociali”, ha chiarito Giani.
L'impianto della misura straordinaria rimane comunque confermato nel merito, offrendo ai beneficiari un aiuto economico concreto che consiste “in una forma di bonus mensile da 500 euro, accanto alla gratuità della formazione per riciclare la propria professionalità”.
La rimodulazione dei requisiti Isee o anagrafici viene quindi descritta dai vertici della Regione non come un passo indietro, ma come una naturale evoluzione del percorso di welfare. “È un po’ preventivo: quando sperimenti una nuova misura parti con più rigidità per poter progressivamente allargare le maglie, consentendo a un numero maggiore di persone di vedere soddisfatta la propria domanda. Quindi è una rimodulazione fisiologica che comunque si inserisce in una misura che ho visto apprezzata”, ha concluso Giani, confermando che i 23 milioni di euro stanziati verranno ora sfruttati appieno per dare ossigeno a chi è rimasto escluso dal mercato del lavoro e dalle tutele statali.
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