Ricerca: nel Dna dei sardi un gene che uccide la malaria

Studio del Cnr e dell'Università di Sassari su Nature: individuata una variante del gene CCND3 che impedisce al parassita di crescere nei globuli rossi. Francesco Cucca: "Tracce delle malattie del passato nel nostro patrimonio genetico".

(Prima Notizia 24)
Sabato 21 Marzo 2026
Cagliari - 21 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Studio del Cnr e dell'Università di Sassari su Nature: individuata una variante del gene CCND3 che impedisce al parassita di crescere nei globuli rossi. Francesco Cucca: "Tracce delle malattie del passato nel nostro patrimonio genetico".

Una variante genetica unica, evolutasi come uno "scudo" naturale contro la malaria, è stata identificata nel patrimonio genetico della popolazione sarda.

Lo studio, coordinato dall’Istituto di Ricerca Genetica e Biomedica del Cnr di Cagliari e dall'Università di Sassari, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, che ha dedicato alla scoperta anche un editoriale.

La ricerca apre scenari rivoluzionari per lo sviluppo di nuovi farmaci che possano replicare questo meccanismo di difesa naturale. Il team di ricercatori ha analizzato il DNA di circa 7.000 volontari nell'ambito del vasto progetto di popolazione "Sardinia".

L'attenzione degli esperti si è concentrata sul gene CCND3, responsabile della regolazione dei globuli rossi. Negli individui portatori della variante, le cellule del sangue risultano più grandi e con caratteristiche tali da impedire al parassita della malaria di proliferare.

Test di laboratorio hanno confermato che, una volta infettato il globulo rosso "variante", il parassita non solo non riesce a crescere, ma muore.

La variante è risultata frequente in Sardegna ma assente nelle zone del mondo dove la malaria è ancora endemica, suggerendo un'evoluzione specifica avvenuta sull'Isola in tempi relativamente recenti.

Il coordinatore dello studio, Francesco Cucca (Cnr-Irgb e Università di Sassari), ha sottolineato l'importanza storica di questo "archivio" biologico: "La genetica umana conserva tracce delle malattie del passato".

Secondo gli autori, l'isolamento geografico e la persistenza della malaria in Sardegna per secoli hanno favorito la selezione di questa mutazione protettiva.

Oltre al Cnr e all'Ateneo di Sassari, lo studio ha visto la collaborazione dell'Università di Torino e di diversi istituti internazionali.

Il meccanismo scoperto non è solo una curiosità evolutiva: comprendendo come il gene CCND3 riesca a bloccare il parassita, gli scienziati puntano ora a progettare terapie innovative ispirate direttamente all'evoluzione umana.

L'obiettivo è creare farmaci capaci di simulare lo stesso ostacolo biologico che il DNA sardo ha costruito spontaneamente nel corso dei millenni.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

Cnr
DNA
Malaria
PN24
Prima Notizia 24
Ricerca Scientifica
Salute
Sardegna
Università di Sassari

APPUNTAMENTI IN AGENDA