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Durante l'udienza ai Focolari, il Pontefice invoca una mobilitazione spirituale contro la violenza: "L'unità non è uniformità, ma carità che rispetta la libertà e contrasta il veleno della discordia".
Durante l'udienza ai Focolari, il Pontefice invoca una mobilitazione spirituale contro la violenza: "L'unità non è uniformità, ma carità che rispetta la libertà e contrasta il veleno della discordia".
Un monito severo contro il "veleno della divisione" e un appello accorato alla fraternità universale.
Papa Leone XIV, ricevendo in udienza nel Palazzo Apostolico l’assemblea generale del Movimento dei Focolari, ha tracciato una linea netta tra la testimonianza evangelica e le attuali "barbarie" che insanguinano le relazioni umane.
Il Pontefice ha esortato i fedeli a farsi "argine" contro chi alimenta conflitti, richiamando l'eredità spirituale della fondatrice Chiara Lubich.
“Anche attraverso di voi, Dio si è preparato, nei decenni passati, un grande popolo della pace, che proprio in questo momento storico è chiamato a fare da contrappeso e da argine a tanti seminatori di odio che riportano indietro l’umanità a forme di barbarie e di violenza”, ha scandito il Santo Padre.
Rivolgendosi ai membri dell'Opera di Maria, il Papa ha sottolineato come il carisma dell'unità non debba rimanere confinato all'interno della comunità, ma diventare una risposta concreta alla frammentazione del mondo moderno. “Questo spirito di unità voi lo vivete anzitutto tra voi, e lo testimoniate dappertutto come una nuova possibilità di vita fraterna, riconciliata e gioiosa, fra persone di diversa età, cultura, lingua e credo religioso. È un seme, semplice ma potente.
Di questo fermento di unità c’è tanto bisogno oggi, perché il veleno della divisione e della conflittualità tende a inquinare i cuori e le relazioni sociali e va contrastato con la testimonianza evangelica dell’unità, del dialogo, del perdono e della pace”.
Leone XIV ha poi offerto una riflessione profonda sul concetto di unità, distinguendolo nettamente dall'omologazione del pensiero. Per il Pontefice, la vera coesione nasce dal rispetto della libertà personale e della coscienza, sorretto dal "discernimento" e dall'umiltà. “L’unità non va intesa come uniformità di pensiero, di opinione e di stile di vita, che anzi potrebbe portare a svalutare le proprie convinzioni, a detrimento della libertà personale e dell’ascolto della propria coscienza. Chiara Lubich affermava che la premessa di ogni norma è la carità.
È necessario perciò che l’unità sia sempre nutrita e sostenuta dalla carità reciproca, che esige magnanimità, benevolenza, rispetto; quella carità che non si vanta, non si inorgoglisce, né cerca il proprio interesse, né tiene conto del male ricevuto, ma si rallegra soltanto della verità”.
Il discorso si è concluso con l'invito a proseguire nelle opere sociali, culturali ed economiche del Movimento, viste come strumenti profetici capaci di generare una spinta di evangelizzazione e dialogo ecumenico in una società segnata da profonde ferite.
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