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La critica lo definisce “l’evento dell’estate romana”, è in realtà la mostra personale di Bruno Pellegrino al Corner Maxxi di Via Guido Reni, e che per come organizzata e presentata sarà la vera rivelazione dell’anno.
La critica lo definisce “l’evento dell’estate romana”, è in realtà la mostra personale di Bruno Pellegrino al Corner Maxxi di Via Guido Reni, e che per come organizzata e presentata sarà la vera rivelazione dell’anno.
Un caleidoscopico gioco di sguardi, riflessivi, silenziosi, profondi, costituiscono l’affollata installazione dell’artista Bruno Pellegrino in mostra al Corner del MAXXI dal 6 all’8 settembre prossimi. Concepita come un tunnel emozionale, la mostra presenta sessantatre sculture bidimensionali in ferro dipinto raffiguranti volti intensi e fortemente espressivi, sei grandi maschere e una proiezione multisensoriale che coinvolge lo spettatore in un’esperienza inclusiva.
La sensazione – osservano i critici più accreditati del momento- è quella di sentirsi osservati, interpellati, ma anche accompagnati e scortati lungo il sentiero che apre all’esperienza di un viaggio visivo tra volti anonimi o forse familiari, reali o forse soltanto immaginari.
Ma attenzione, Bruno Pellegrino, lo ricordiamo soprattutto ai più giovani, non è il classico artista per caso, o artista nato artista, semmai è un intellettuale prestato all’arte. Nella sua vita –racconta con grande trasporto personale Roberto Poli che è uno dei suoi amici più antichi- è stato più cose insieme, giornalista, pittore, scrittore,ma soprattutto un uomo politico importante, senatore della Repubblica nella X legislatura, protagonista diretto dei una delle fasi più esaltanti e tormentate della vita del Paese.
Dal 1975 al 1990 è stato segretario generale del Club Turati di Milano ed è stato autore di numerosi saggi e articoli.Indimenticabile, ma insieme a Walter Tobagi fondò la Lega per la libertà dell’informazione nel 1978 e ha diretto la casa editrice Adnkronos Libri dal 1993 al 1997. Per la mia generazione di giornalista RAI è stato anche autorevolissimo membro del CDA della RAI sotto la presidenza di Enrico Manca. Oggi, dopo aver indagato il mondo della cultura in lungo e in largo, il vecchio Senatore Bruno Pellegrino, ha scelto di dedicarsi completamente alla pittura, che è stata forse la sua vera grande passione della vita.Mi permetto di farglielo osservare e candicamente mi risponde “A volte mi meraviglio anch’io”.
Questa serie di opere di Bruno Pellegrino trae ispirazione dal capolavoro di Giuseppe Pellizza da Volpedo Il quarto stato (1901), in particolare ne riecheggia la forza attrattiva, la presenza iconica dei personaggi e il loro determinato avanzare e imporsi in prima linea e sul primo piano dell’immagine. Ma in un contesto radicalmente diverso, in cui la persona sopravanza il gruppo, la massa. Noto per i suoi grandi volti immaginari, immobili e dallo sguardo profondo, nel suo video parla di “tempo sospeso” come di un tempo ritrovato, un’opportunità per tuffarsi ogni giorno nella pratica del disegno e dell’espressione artistica.
Tra le mostre personali recenti di Bruno Pellegrino ricordiamo “Primi Piani” al complesso del Vittoriano a Roma nel 2013 e “Le tentazioni della pittura” al Frantoio di Capalbio nel 2016. Vive e lavora a Roma.Con “Personae”, il grande artista torna ad approfondire uno dei temi che particolarmente sollecitano la sua indagine artistica, l’essere umano, e lo fa indagando questioni quali l’individualità e la diversità, la solitudine e la folla, interrogandosi al contempo sulla relazione tra realtà e rappresentazione, tra sintesi della forma e astrazione del colore.
Tali tematiche –si legge in una nota critica del grande artista- vengono espresse nel lavoro dell’artista attraverso una prassi pittorica e scultorea in cui sembrano confluire le diverse inflessioni e le variegate peculiarità della grande tradizione del ritratto. Genere artistico che diversamente connota e attraversa la storia e le arti di tutte le culture, orientali ed occidentali, da quella copta fino a quella moderna e contemporanea, e la cui finalità è, da sempre, quella di indagare l’ambito, la sfera esistenziale e psicologica dell’essere umano. Grazie, insomma, alla forza simbolica del gesto artistico, il grande Pellegrino presenta la sua ipotetica campionatura di persone, di personalità e di personaggi, in una corale parata di presenze emotive.
Un evento di straordinario impatto emotivo e mediatico che vale la pena di andare a vedere di persona e non perdere.
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