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  • Roma - Lunedì 26 Ottobre 2026, 12:40

Sanità, studio all'Esmo: il Paese di residenza incide sul rischio tumore in Europa

La ricerca presentata a Madrid evidenzia fortissimi divari tra gli Stati Ue per cancro al polmone e alla cervice uterina: nel 2024 quasi 30mila casi in eccesso legati alle disuguaglianze di prevenzione.

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Il luogo in cui si risiede all'interno dell'Unione Europea influenza in modo determinante la probabilità di sviluppare una patologia oncologica. Per il tumore della cervice uterina l'incidenza in Romania risulta superiore di oltre sette volte rispetto a quella registrata a Malta, mentre per la neoplasia polmonare femminile la Danimarca stacca la Lituania di oltre quattro volte.

Nel 2024 questo divario si traduce in circa 29.412 diagnosi in eccesso concentrate nelle nazioni con tassi al di sopra della media comunitaria. I dati emergono dallo studio Impact of cancer inequalities in Europe on preventable cancers: focus on cervical and lung cancer, presentato a Madrid durante il Congresso Esmo 2026 della Società Europea di Oncologia Medica da Diego Serraino, epidemiologo e consulente di Alleanza contro il Cancro, la rete oncologica coordinata dal ministero della Salute e presieduta da Ruggero De Maria.

L'analisi, sviluppata sulle stime 2024 dell'European Cancer Information System nei 27 Paesi Ue, mostra come per il tumore al polmone negli uomini (199mila nuovi casi totali, incidenza media 89 su 100mila) si passi dai 38 casi della Svezia ai 130 dell'Ungheria. Nei 12 Paesi oltre la media si registrano 11.105 casi in eccesso, guidati da Polonia (3.934), Ungheria (1.734) e Romania (1.533).

Tra le donne (116mila diagnosi, media di 43 su 100mila), si va dai 20 casi della Lituania agli 83 della Danimarca, con 13.441 casi in eccesso distribuiti in 11 Stati, in primis Germania (3.074) e Paesi Bassi (3.069). Sul fronte della cervice uterina (28mila nuovi casi, media di 12 su 100mila donne), il rapporto oscilla dai 36 casi per 100mila abitanti in Romania ai 5 di Malta.

Nei 10 Paesi sopra la media si contano 4.866 diagnosi in eccesso, di cui oltre la metà nella sola Romania (2.475). A determinare questi scarti sono principalmente le differenze nell'efficacia delle politiche antifumo per le vie respiratorie e, per la cervice uterina, la capillare adesione alle campagne vaccinali contro l'Hpv e ai programmi di screening precoce.

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