
- Prima Notizia 24
- Milano - Lunedì 26 Ottobre 2026, 12:55
Sciopero generale del 30 ottobre contro guerra e caro vita: al via il piano di sicurezza
La sigla Usb chiama alla mobilitazione contro i rincari e la spesa militare. Sotto costante osservazione le chat criptate. L'allarme del sindaco di Milano: "Sarà una nuova giornata di tensione".
Conclusa la tornata di manifestazioni del fine settimana, l'apparato di pubblica sicurezza riorganizza le proprie forze in vista dell'astensione dal lavoro proclamata per venerdì 30 ottobre.
La giornata di protesta nazionale indetta dal sindacato autonomo Usb toccherà i settori chiave dei servizi – dalla scuola ai trasporti marittimi, passando per la sanità – con cortei e presidi annunciati da nord a sud nelle principali città del Paese sotto la parola d'ordine "Abbassate le armi, alzate i salari. Blocchiamo tutto!".
Nell'appello lanciato per contrastare il carovita e le politiche di riarmo, la sigla promotrice ha insistito sulla coesione sociale: "In questa situazione nessuno può pensare di salvarsi da solo. C'è bisogno di unire le proteste e costruire una mobilitazione generale di tutte le categorie sociali e del lavoro per rivendicare la messa sotto controllo dei prezzi, il rilancio di salari e pensioni, una spesa pubblica indirizzata verso i servizi sociali e non alle armi".
Al blocco di protesta si sono uniti comitati di studenti, piccoli proprietari agricoli, autotrasportatori, reti per l'emergenza abitativa e gruppi filopalestinesi. Pur valutando positivamente l'esito dei filtraggi adottati sabato scorso, le forze dell'ordine mantengono l'allerta massima. Accanto ai presidi di piazza e all'interlocuzione formale con i promotori, l'attenzione della Questura e delle strutture investigative si focalizzerà sulle reti di comunicazione online per sventare infiltrazioni violentatrici e impedire il raccordo strategico tra le varie frange del dissenso.
Nel frattempo, nove sindaci della coalizione di centrosinistra – Roberto Gualtieri (Roma), Sara Funaro (Firenze), Vito Leccese (Bari), Matteo Lepore (Bologna), Stefano Lo Russo (Torino), Gaetano Manfredi (Napoli), Beppe Sala (Milano), Silvia Salis (Genova) e Massimo Zedda (Cagliari) – hanno indirizzato al Governo una formale richiesta di confronto: "Il costo della vita, della casa, dell'energia e dei trasporti sta mettendo sotto pressione famiglie, lavoratori e imprese in tutta Italia da Nord a Sud, come in molti Paesi europei. I comportamenti violenti sono inaccettabili e li condanniamo con la massima fermezza. Ma la risposta duratura passa dall'economia: dal potere d'acquisto, dal lavoro, dai servizi essenziali".
La preoccupazione per i riflessi sulla vivibilità urbana è stata espressa direttamente dal sindaco Beppe Sala: "Il 30 ottobre riteniamo che possa essere un'altra giornata calda". Il primo cittadino milanese ha poi precisato come si sta muovendo la macchina istituzionale locale: "Il quadro generale ce l'ha il prefetto. Noi ogni mercoledì, e anche questo mercoledì, abbiamo il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e vediamo un po' cosa ci diranno". Ricostruendo infine il clima vissuto durante il weekend appena passato, Sala ha evidenziato: "È andata senz'altro bene. Anche la manifestazione di sabato è stata pacifica e non si può non comprendere le ragioni di quella protesta. Poi ognuno ha la sua sensibilità politica, io le ragioni le comprendo. Siamo in contatto continuo tra noi sindaci delle grandi città, perché il problema è comune, poi una volta la crisi è a Milano, un'altra volta può essere a Torino, però è chiaro che c'è una situazione che ci accomuna".
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