
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 18 Agosto 2026
Scuola, Ditelo sui Tetti: "Referendum contro consenso informato basato su mistificazioni"
Network pro-family difende la Legge 104/2026: "Tutela il primato educativo dei genitori e protegge i più piccoli, nessuna censura sulla prevenzione".
"Le motivazioni dei promotori della raccolta firme per un referendum abrogativo della legge sul consenso informato in ambito scolastico sono lontane da ciò che la norma prevede". A sostenerlo sono Elena Fruganti e Domenico Menorello del network Ditelo sui Tetti, che intervengono a difesa del recente provvedimento legislativo.
"La Legge 9 giugno 2026, n. 104 non vieta l’educazione al rispetto, alle relazioni o alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Disciplina il consenso informato preventivo delle famiglie per le attività che riguardano temi attinenti alla sessualità, prevedendo semplicemente che i genitori conoscano prima materiali, contenuti, modalità ed eventuali esperti esterni che terranno le lezioni" spiegano gli esponenti della rete.
"Dov’è la censura? La scuola svolge la propria funzione educativa, ma le famiglie non possono essere tenute all’oscuro. Ciò che le famiglie chiedono non è di sostituirsi alla scuola, ma di esercitare la propria responsabilità educativa. L’articolo 30 della Costituzione riconosce infatti ai genitori il diritto e dovere di istruire ed educare i figli, quindi è legittimo che su temi sensibili non trattati nelle lezioni ordinarie, ma con progetti ad hoc, decidano loro se l'argomento è adatto al proprio figlio oppure no. In caso contrario, gli studenti avranno un’attività alternativa".
Entrando nel merito dei diversi cicli d'istruzione, Fruganti e Menorello precisano che "per scuola dell'infanzia e primaria la legge esclude attività didattiche e progettuali aventi ad oggetto temi attinenti alla sessualità, fermo restando quanto previsto dalle Indicazioni nazionali, cioè dai programmi di Scienze e di educazione al rispetto, che già esistono. Quindi la legge non cancella l’educazione alle relazioni né gli insegnamenti riguardanti il corpo umano: semplicemente tutela i bambini più piccoli da ideologie pervasive che mirano ad insinuarsi nelle scuole, minando la crescita dei nostri figli".
Respinte al mittente anche le tesi circa i presunti effetti negativi del provvedimento: "Dire che questa norma produrrà più violenza, più discriminazione o meno educazione significa alimentare confusione e allarmismo. È legittimo contestare una legge, ma non è corretto attribuirle ciò che non dice. Stupisce che alcune associazioni rivendichino con forza i propri diritti costituzionali e poi con altrettanta forza li neghino quando si tratta di un diritto costituzionale delle famiglie. La Legge 104 sul consenso informato attua pienamente i principi di corresponsabilità educativa, trasparenza e rispetto previsti dalla Costituzione. Il resto sono mistificazioni".
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