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  • Roma - Lunedì 11 Maggio 2026

Scuola: firmato il contratto dei presidi. Valditara: "Chiusa l'epoca dei blocchi"

Siglato all’Aran l’accordo per il triennio 2022-2024 che riguarda circa 8.000 dirigenti scolastici. Il Ministro annuncia l’imminente avvio delle trattative per il periodo 2025-2027 per garantire continuità salariale e normativa.

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È stato sottoscritto presso l’Aran il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per l’Area Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2022-2024, un provvedimento che interessa circa 8.000 dirigenti scolastici italiani.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, attraverso una nota ufficiale, definisce l'accordo un traguardo strategico raggiunto grazie alla determinazione del Ministro Giuseppe Valditara nel voler definire rapidamente la parte economica e normativa, seguendo quanto già fatto per docenti e personale ATA.

Questa accelerazione è stata fondamentale per “rendere immediatamente operativi i miglioramenti ottenuti e a garantire il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione, tutelando così i circa 8.000 dirigenti del settore”.

Il Ministro Valditara ha espresso grande soddisfazione per la firma, sottolineando la volontà politica di ridare dignità alla figura del preside all'interno del sistema educativo. “Con la firma odierna prosegue il nostro impegno concreto per la valorizzazione di chi guida le nostre scuole. Abbiamo voluto accelerare i tempi per garantire risposte economiche immediate e restituire centralità al ruolo della dirigenza scolastica. Il nostro lavoro non si ferma qui: la stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa”, ha dichiarato il titolare del dicastero di Viale Trastevere.

Guardando al futuro, Valditara ha già tracciato la rotta per i prossimi passi istituzionali, promettendo di non interrompere il ciclo dei rinnovi: “Confermiamo fin da ora la volontà di avviare nel più breve tempo possibile l’Atto di indirizzo e le trattative per il triennio 2025-2027, assicurando così piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale”. Secondo il Ministero, questa strategia di riallineamento delle scadenze è essenziale per sostenere chi lavora nelle scuole, considerate “motori essenziali per la garanzia del diritto allo studio dei nostri giovani e per lo sviluppo sociale ed economico del Paese”.

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