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- Roma - Lunedì 22 Giugno 2026
Senago, la notte spezzata di Camilla, Lorenzo e Riccardo: il dolore degli amici e delle famiglie dopo la tragedia nel canale Villoresi
Una tragedia ha colpito due comunità: tre adolescenti sono morti in un incidente stradale a Senago, lasciando un profondo dolore tra familiari e amici.
Doveva essere una notte come tante, trascorsa tra amici e spensieratezza. Invece si è trasformata in una tragedia che ha sconvolto due comunità e lasciato un vuoto enorme tra familiari, compagni di scuola e amici. Camilla Copparoni, Lorenzo Benin e Riccardo Provasi avevano tutti 17 anni. Le loro vite si sono spezzate all'alba di ieri a Senago, alle porte di Milano, quando l'auto sulla quale viaggiavano insieme ad altri sei ragazzi è finita nelle acque del canale Villoresi. Secondo una prima ricostruzione, alla guida dell'Audi A2 c'era Gabriele Popovici, appena maggiorenne. Per cause ancora in corso di accertamento, il giovane avrebbe proseguito diritto anziché affrontare una curva, terminando la corsa nel canale. Un impatto devastante che non ha lasciato scampo ai tre adolescenti. L'intera vicenda ha lasciato sotto shock non solo le famiglie delle vittime, ma anche quelle dei sei ragazzi sopravvissuti, oltre alle comunità di Paderno Dugnano e Senago, improvvisamente unite da un lutto che nessuno avrebbe mai immaginato.
Il silenzio degli amici davanti al luogo dell'incidente
Nelle ore successive alla tragedia, numerosi amici si sono radunati vicino al punto in cui si è consumato l'incidente. Volti segnati dalle lacrime, abbracci e lunghi silenzi hanno accompagnato una giornata impossibile da dimenticare. "Sono morti tre nostri amici. Lasciateci in pace, vogliamo piangere soli", hanno detto alcuni di loro, incapaci di trovare parole che potessero spiegare il dolore di quelle ore. Per molti ragazzi del gruppo, lo sport e la scuola rappresentavano il punto di incontro quotidiano. Una rete di amicizie costruita nel tempo, tra allenamenti, partite, lezioni e sogni condivisi.
Lorenzo, il ragazzo che faceva sentire tutti importanti
Tra i ricordi più commoventi ci sono quelli dedicati a Lorenzo Benin, studente dell'istituto Gadda di Paderno Dugnano. Le sue compagne di scuola Alessia, Ginevra e Benedetta lo descrivono come un ragazzo capace di mettere tutti a proprio agio. "Stavamo sempre insieme. Sorrideva sempre, non escludeva mai nessuno. Era una persona genuina, un ragazzo d'oro", raccontano. Per chi lo conosceva era semplicemente "Lollino", soprannome affettuoso che testimonia quanto fosse amato dai compagni. Il dolore per la sua scomparsa è ancora difficile da accettare. "Ho pianto tutto il giorno. Quando ho letto la notizia ho continuato a pensare: ditemi che è uno scherzo. Ricordo i suoi abbracci, il bene che riusciva a trasmettere senza bisogno di parole. Non c'era mai cattiveria in lui. È assurdo pensare che non ci sia più. Aveva tutta la vita davanti."
Riccardo e Lorenzo, amici come fratelli
Accanto a Lorenzo c'era quasi sempre Riccardo Provasi. I due frequentavano la stessa scuola, lo stesso indirizzo di Finanza e Marketing e condividevano anche la passione per il calcio. Chi li conosceva racconta che fossero inseparabili. "Erano come fratelli", spiegano le compagne di classe. Un legame così forte che anche i professori lo avevano notato. "Il nostro insegnante di Economia li chiamava i ragazzi del muretto. Erano sempre insieme." Un'amicizia cresciuta tra i banchi di scuola e consolidata negli anni, diventata uno dei simboli più dolorosi di questa tragedia.
Camilla e il ricordo lasciato nel mondo della pallavolo
Anche Camilla Copparoni lascia dietro di sé un ricordo profondo. Studentessa di un liceo delle Scienze Umane a Milano, aveva praticato pallavolo nella Jolly di Palazzolo Milanese. La società sportiva ha voluto dedicarle un messaggio carico di affetto. "Ricordiamo la nostra atleta in questo momento di profonda tristezza. Camilla ha fatto parte della nostra società lasciando un segno che resterà vivo nei cuori di compagne, allenatori e dirigenti. Non esistono parole capaci di colmare una perdita così grande." Sui social sono comparsi decine di messaggi per "Camy", come la chiamavano gli amici. "La squadra non sarà più la stessa senza di te", scrive qualcuno. Parole semplici che raccontano meglio di qualsiasi cronaca il vuoto lasciato dalla giovane.
Una passione comune: il calcio
Lorenzo e Riccardo erano cresciuti insieme anche sui campi da calcio. Entrambi giocavano nella Cob 91 di Cormano, società nella quale militava anche il conducente dell'auto coinvolta nell'incidente. Una coincidenza che rende il dolore ancora più difficile da elaborare. A guidare tecnicamente la squadra c'era anche il nonno di Riccardo, oggi devastato dalla perdita del nipote.
Il dolore del nonno: "Sono stati superficiali"
Tra le voci più toccanti c'è proprio quella del nonno di Riccardo Provasi. L'uomo non riesce a trovare pace di fronte a quanto accaduto. "Sono stati superficiali. Erano in nove dentro una macchina e hanno pagato tutto questo a un prezzo altissimo." Parole pronunciate con amarezza e disperazione. Per lui il dolore è doppio: oltre ad aver perso il nipote, conosce bene anche gli altri ragazzi coinvolti. "Anche Gabriele è uno di noi", dice riferendosi al giovane alla guida. Una frase che racconta come questa tragedia abbia colpito un'intera comunità sportiva, oltre che le famiglie direttamente coinvolte.
I sopravvissuti e le ferite della notte
I sei ragazzi riusciti a salvarsi sono stati trasportati all'ospedale Niguarda di Milano. Le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni, ma le conseguenze psicologiche saranno inevitabilmente profonde. Secondo chi è vicino alle famiglie, molti di loro hanno riportato tagli, escoriazioni e ferite provocate dalla vegetazione lungo il canale. "Si sono aggrappati alle sterpaglie per non essere trascinati via dalla corrente", racconta un amico di una delle famiglie coinvolte. Nelle ore immediatamente successive all'incidente alcuni dei giovani ricoverati non erano ancora stati informati della morte dei loro amici. "Mio fratello non sa ancora cosa è successo. Mi ha soltanto detto che vuole tornare a casa", racconta un familiare.
Una comunità sotto choc
A Paderno Dugnano e Senago il dolore è ovunque. Nei corridoi delle scuole, nei campi sportivi, nelle chat dei ragazzi e sui social network si rincorrono fotografie, ricordi e messaggi di affetto. Tutti parlano di tre adolescenti pieni di vita, con sogni, amicizie e progetti ancora da costruire. La magistratura dovrà ora accertare con precisione ogni responsabilità e ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'incidente. Resta però una certezza che accomuna amici e familiari: Camilla, Lorenzo e Riccardo continueranno a vivere nei ricordi di chi li ha conosciuti e amati. E mentre le indagini proseguono, a fare più rumore è il silenzio di chi ancora non riesce a credere che quei tre ragazzi, usciti per trascorrere una serata insieme, non torneranno più a casa.
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