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- Roma - Lunedì 11 Maggio 2026
Sistema immunitario e differenze di genere: ecco perché le donne sono più reattive
Uno studio condotto a Sydney mappa oltre 1,25 milioni di cellule: il sistema immunitario femminile è costantemente in allerta e orientato all'infiammazione. Una scoperta che spiega la maggiore suscettibilità delle donne alle malattie autoimmuni.
Il sistema immunitario non agisce nello stesso modo tra uomini e donne: a rivelarlo è una ricerca pubblicata su The American Journal of Human Genetics e guidata dall'Istituto Garvan per la ricerca medica e dall'Università del Nuovo Galles del Sud a Sydney.
Lo studio ha evidenziato l'esistenza di oltre 1.000 interruttori genetici che regolano le cellule immunitarie maschili in modo differente rispetto a quelle femminili, rendendo queste ultime significativamente più reattive e predisposte ad avviare processi infiammatori.
Attraverso il sequenziamento del DNA di oltre 1,25 milioni di cellule immunitarie prelevate da circa 1.000 individui sani, i ricercatori hanno tracciato una mappa che spiega finalmente la maggiore incidenza nelle donne delle patologie autoimmuni, condizioni in cui le difese dell'organismo aggrediscono i propri tessuti.
"I nostri risultati dimostrano che il sistema immunitario deve essere studiato tenendo conto del sesso", spiega Seyhan Yazar del Garvan Institute, primo autore dello studio. Il ricercatore sottolinea un limite metodologico ancora diffuso: "Sebbene sappiamo che i sistemi immunitari di uomini e donne differiscono, molti studi continuano a trascurare queste differenze, il che può limitare la nostra comprensione delle malattie e, di conseguenza, influenzare le opzioni terapeutiche".
Dall'analisi emerge che gli uomini possiedono una quota maggiore di monociti, globuli bianchi che rappresentano la prima linea difensiva, con un'attività genetica focalizzata sulla sintesi proteica e sul mantenimento cellulare. Al contrario, l'organismo femminile presenta livelli più alti di linfociti B e T, fondamentali per la memoria immunitaria contro patogeni già noti.
Questa configurazione genetica, fortemente orientata verso la risposta infiammatoria, pone il sistema immunitario delle donne in uno stato di allerta perenne.
Se da un lato questa caratteristica garantisce un vantaggio cruciale nel combattere le infezioni virali, dall'altro comporta un costo biologico elevato: una vulnerabilità molto più marcata verso lo sviluppo di malattie autoimmuni.
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