
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 5 Maggio 2026
Strage di Corinaldo: la Cassazione conferma le condanne per le responsabilità amministrative
La Suprema Corte rende definitiva la sentenza d'appello bis: cadono le accuse di omicidio e disastro colposo per l'ex sindaco e i funzionari, restano solo le pene sospese per le irregolarità nei permessi amministrativi.
La Quarta Sezione penale della Corte di Cassazione ha messo il sigillo definitivo sull’iter giudiziario legato alla tragedia della discoteca "Lanterna Azzurra Clubbing" di Corinaldo, dove l'8 dicembre 2018 morirono sei persone.
I giudici di legittimità hanno rigettato o dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai principali imputati, rendendo così irrevocabile la sentenza della Corte d’appello di Ancona dell'11 luglio 2025.
Il verdetto conferma l'assoluzione di tutti i nove imputati dai reati più gravi di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, già stabilita nel giudizio d'appello bis.
La decisione sancisce che non sussistono responsabilità dirette per la morte delle vittime — cinque minorenni e una madre di 39 anni — in capo alla commissione di vigilanza, ai tecnici e agli amministratori locali. Restano confermate soltanto alcune condanne minori, con pena sospesa, legate esclusivamente a irregolarità amministrative e falsi ideologici nel rilascio delle autorizzazioni del locale.
Tra i soggetti coinvolti figurano l'ex sindaco Matteo Principi e i funzionari Manna, Milani, Gallo, Martelli, Bruni e Tarsi. È stata invece confermata l’assoluzione totale per il gestore Quinto Cecchini, mentre per Marco Cecchini è stata eliminata la pena relativa a una contravvenzione ormai prescritta.
La sentenza della Cassazione chiude definitivamente anche il fronte dei risarcimenti in questa sede, avendo rigettato le relative domande.
La tragedia, innescata dal panico dopo che una banda di giovani spruzzò spray al peperoncino per commettere furti (soggetti già condannati in un processo separato), non è stata dunque riconducibile alle carenze di sicurezza o alle procedure autorizzative contestate ai vertici comunali e ai gestori.
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