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  • Roma - Martedì 5 Maggio 2026

Stretto di Hormuz, Hegseth: "L'operazione 'Project Freedom' è un dono degli Usa al mondo"

Trump sollecita gli alleati, mentre la Corea del Sud valuta l'intervento dopo l'esplosione sulla nave Namu.

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L'operazione "Project Freedom" è "un dono" degli Stati Uniti alla comunità internazionale. Così il Segretario Usa alla Guerra, Pete Hegseth, ha presentato ufficialmente l'imponente missione aeronavale scattata ieri per garantire il transito sicuro delle navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz.

Nel corso di una conferenza stampa a Washington, il capo del Pentagono ha precisato che l’operazione è “temporanea” e “difensiva”: “Non stiamo cercando uno scontro”, ha assicurato.

L'operazione punta a proteggere il naviglio commerciale dalle aggressioni di Teheran, mantenendo una distinzione netta rispetto alla precedente fase offensiva "Furia epica". Secondo Hegseth, “Project freedom è difensiva per natura, circoscritta nell’obiettivo e temporanea nella durata, con un’unica missione: proteggere il naviglio commerciale innocente dall’aggressione iraniana”.

Il Segretario ha inoltre chiarito che “le forze statunitensi non avranno bisogno di entrare nelle acque o nello spazio aereo iraniani”. L’amministrazione Trump sostiene che il conflitto formale si sia concluso col cessate il fuoco del 7 aprile, giustificando così la missione senza una nuova autorizzazione del Congresso.

Sul piano tattico, il generale Dan Caine ha descritto la creazione di una “potente cupola sullo Stretto”, presidiata da cacciatorpediniere, droni e oltre cento caccia in volo h24.

Già nelle prime ore di attività, sei imbarcazioni hanno tentato di forzare il blocco in uscita dai porti iraniani e sono state respinte. Caine ha tuttavia ribadito una linea di cautela: “Le azioni militari dell’Iran successive al cessate il fuoco non raggiungono la soglia per la ripresa delle operazioni di combattimento su larga scala”, aggiungendo però un monito chiaro: “Nessun avversario deve scambiare la nostra attuale moderazione per mancanza di determinazione”.

Sul fronte diplomatico, resta alta la pressione di Washington sugli alleati. Hegseth ha lamentato l'assenza di contributi da parte di Europa, Giappone e Australia, auspicando un cambio di rotta.

Particolare attenzione è rivolta alla Corea del Sud, dopo che la nave cargo Namu è stata colpita da un'esplosione (le cui cause sono in fase di accertamento) mentre tentava il transito. Seul sta ora esaminando la proposta di cooperazione militare avanzata da Donald Trump, mentre le proprie imbarcazioni nell'area si stanno dirigendo verso il Qatar per ragioni di sicurezza.

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