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  • Roma - Martedì 8 Settembre 2026

Telefonia, la truffa corre sul filo: 3,2 milioni di italiani nel mirino e danni per 731 milioni

Finti call center, email, sms e messaggi sulle app: le frodi legate alla telefonia fissa e mobile diventano sempre più sofisticate. A sorprendere è l’identikit delle vittime: sul mobile i più colpiti sono i giovani. E quasi sei truffati su dieci scelgono di non denunciare.

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Una telefonata apparentemente innocua, un sms che sembra provenire da un mittente affidabile, una richiesta di conferma dei propri dati o un messaggio ricevuto attraverso una delle tante app che utilizziamo ogni giorno.

Le truffe telefoniche cambiano pelle e diventano sempre più difficili da riconoscere. A fotografare le dimensioni del fenomeno è un’indagine realizzata per Facile.it dall’istituto mUp Research: nell’ultimo anno oltre 3,2 milioni di italiani sarebbero rimasti vittime di una truffa o di un tentativo di frode collegato alla telefonia fissa o mobile.

Il danno economico complessivo stimato supera i 731 milioni di euro. Nonostante la crescita delle frodi digitali, il telefono continua a essere uno degli strumenti privilegiati dai malintenzionati.

Nel settore della telefonia fissa, il 67% delle truffe o dei tentativi passa attraverso falsi call center; nella telefonia mobile la percentuale è del 44,2%. Seguono le false email, indicate nel 33% dei casi per la rete fissa e nel 32,6% per quella mobile.

Gli sms rappresentano invece il 16,5% dei casi sulla telefonia fissa e salgono al 25,6% sul mobile. Proprio sugli smartphone emerge poi un fronte sempre più delicato: quasi un tentativo di frode su quattro passa attraverso le applicazioni di messaggistica istantanea. E quando il raggiro riesce, il conto non è trascurabile: secondo l’indagine il danno medio è di 209 euro per la telefonia fissa e di 176 euro per quella mobile.

C'è poi un fenomeno sommerso che rende ancora più difficile valutare la reale portata delle frodi. Il 59,4% di chi subisce una truffa non denuncia l'accaduto. Quasi la metà di chi rinuncia a rivolgersi alle autorità, il 45,7%, ritiene troppo basso il danno economico subito. Ma entrano in gioco anche ragioni più personali: il 10,1% ammette di essersi sentito ingenuo, mentre il 7,8% preferisce non far sapere a familiari e amici di essere caduto nella trappola.

Uno degli aspetti più interessanti dell'indagine riguarda l'età delle vittime e mette in discussione uno dei luoghi comuni più diffusi. Nel settore mobile, infatti, non sono gli anziani a risultare maggiormente esposti. A fronte di una media nazionale del 6%, l'incidenza delle truffe o dei tentativi di frode raggiunge l'8,7% tra i 25 e i 34 anni e sale addirittura al 10,7% nella fascia 18-24 anni.

Diversa la situazione per la telefonia fissa, dove i più colpiti sono i consumatori tra i 35 e i 44 anni, con un'incidenza del 5,1% rispetto al 3,2% della media nazionale. Anche il livello di istruzione non sembra rappresentare uno scudo: tra chi possiede un titolo universitario l'incidenza risulta superiore al doppio della media.

Il problema è che le tecniche utilizzate diventano progressivamente più credibili. Il truffatore può presentarsi come un operatore della compagnia telefonica, sostenere che esistano bollette non pagate e chiedere informazioni come Iban o codice di migrazione con il pretesto di verificare la posizione del cliente.

La prudenza deve riguardare anche ciò che viene detto durante una telefonata. Il vademecum diffuso da Facile.it invita infatti a prestare attenzione alle conversazioni registrate e, in presenza di dubbi sui pagamenti, a verificare direttamente attraverso l'area personale del proprio operatore o contattando personalmente la compagnia.

Altra situazione da evitare è quella del presunto consulente che insiste per ottenere un incontro a domicilio. Una modalità che può essere particolarmente insidiosa per le persone anziane, soprattutto quando l'interlocutore utilizza termini tecnici, informazioni poco chiare e la promessa di offerte particolarmente convenienti.

Tra gli schemi segnalati c'è anche quello della chiamata proveniente da un numero sconosciuto che viene immediatamente interrotta. L'obiettivo è indurre il destinatario a richiamare, esponendolo così al rischio di costi elevati. Il consiglio è evitare richiami impulsivi e verificare prima l'affidabilità del numero.

La stessa cautela va ormai applicata alla messaggistica. Se negli anni gli utenti hanno imparato a diffidare delle email che chiedono di cliccare su link sospetti o inserire dati personali, la medesima tecnica viene oggi utilizzata attraverso sms e applicazioni di messaggistica, sfruttando proprio la maggiore familiarità che abbiamo con il telefono.

La prima difesa resta dunque la prudenza: non consegnare denaro contante a presunti tecnici, non comunicare dati bancari o codici a chi telefona senza essere stato contattato dal cliente, evitare appuntamenti a domicilio con sedicenti consulenti, non richiamare automaticamente numeri sconosciuti e leggere con attenzione le condizioni contrattuali prima di aderire a un'offerta.

Occhio, infine, ai costi nascosti e ai servizi non richiesti. Prima di sottoscrivere un contratto è opportuno controllare eventuali spese per modem, spedizione o servizi aggiuntivi e verificare non soltanto la velocità pubblicizzata della connessione, ma anche quella minima garantita. In un mercato nel quale il contatto tra operatore e cliente passa sempre più spesso attraverso telefono e strumenti digitali, la vera arma dei truffatori è la capacità di apparire credibili. Ed è proprio per questo che una regola vale più delle altre: quando una richiesta arriva inaspettata e riguarda denaro, contratti o dati personali, meglio interrompere il contatto e verificare direttamente con il proprio operatore.

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