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  • Roma - Lunedì 29 Giugno 2026

Terremoto in Venezuela, vigili del fuoco italiani scavano per salvare una donna e i suoi tre figli: "Ci ha scritto su WhatsApp, siamo vivi"

A Macuto prosegue senza sosta la corsa contro il tempo per raggiungere una trentenne e i suoi tre bambini intrappolati sotto le macerie. La donna sarebbe riuscita a inviare messaggi ai familiari tramite WhatsApp. Intanto il bilancio del sisma continua ad aggravarsi

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Le speranze sono tutte concentrate a Macuto, nello Stato di La Guaira, dove i soccorritori continuano a scavare senza sosta tra le macerie di un edificio crollato durante il violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Tra le squadre impegnate nelle operazioni ci sono anche i vigili del fuoco italiani, che lavorano insieme ai Bomberos dell'Ecuador nel tentativo di raggiungere una donna di circa 30 anni e i suoi tre figli, due di 10 anni e uno di 7, rimasti intrappolati sotto l'edificio. Le immagini delle operazioni di soccorso sono state diffuse dal Dipartimento della Protezione civile attraverso i propri canali social.

I messaggi inviati con WhatsApp

A mantenere viva la speranza sono i messaggi che la donna sarebbe riuscita a inviare ai familiari. A raccontarlo è una cugina. "Lei è entrata in contatto all'una di notte di oggi, domenica, appena ha avuto il segnale telefonico, con un'altra cugina che vive a Maracaibo. Quando le ha scritto su WhatsApp, la cugina stava registrando un video su TikTok durante il quale le ha detto che era viva, con i tre bambini, tutti vivi. E che lei è l'unica che è ferita.". Secondo il racconto della familiare, qualche ora più tardi sarebbe arrivato un secondo messaggio. "Alle due di pomeriggio è riuscita a mandare un altro messaggio per ripetere che sono tutti ancora vivi grazie alla gloria di Dio. Ora abbiamo fede e speriamo che li possano tirare fuori. Sono vivi, c'è speranza. Si chiama Dillinger Gonzalez.".

I vigili del fuoco: "È un segnale positivo."

Anche i soccorritori guardano con fiducia agli ultimi sviluppi. "Il fatto che risponda ai nostri segnali dopo tutte queste ore è sicuramente positivo. Questo ci fa pensare che la direzione che abbiamo preso sia quella giusta. Ora bisogna andare ancora più in profondità nel tentativo di raggiungere la posizione della donna.", ha spiegato il portavoce dei vigili del fuoco, Luca Cari. Le operazioni proseguono senza interruzioni nella speranza di raggiungere la famiglia nel più breve tempo possibile.

Un bilancio sempre più pesante

Nel frattempo continua ad aumentare il numero delle vittime del devastante terremoto, caratterizzato da due forti scosse di magnitudo 7.2 e 7.5. Secondo l'ultimo bilancio ufficiale, i morti sono saliti a 1.450, mentre i feriti sono 3.150. Gli sfollati hanno ormai raggiunto quota 12.721. Gravissimi anche i danni alle infrastrutture. Sono almeno 774 gli edifici colpiti dal sisma: di questi, 189 sono completamente crollati, mentre altri 585 hanno riportato danni molto gravi o cedimenti parziali. Tra le strutture coinvolte figurano anche 38 ospedali, 34 centri commerciali e oltre 1.600 edifici di varia natura.

La Guaira resta l'area più devastata

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha confermato che, sebbene il terremoto abbia interessato sette Stati del Venezuela, La Guaira resta la zona più duramente colpita. Per questo motivo l'area continua a essere presidiata dalle forze di sicurezza, mentre ai cittadini è stato nuovamente chiesto di evitare di raggiungere la regione per non ostacolare le operazioni di soccorso. Le scuole resteranno chiuse almeno fino al 3 luglio. La presidente ha inoltre assicurato che le ricerche dei dispersi proseguiranno. "Non perdiamo mai la speranza".

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