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  • Roma - Mercoledì 24 Giugno 2026

Tragedia di Senago, il dolore della madre di Lorenzo: "Basta insulti e giudizi, abbiate rispetto per i nostri figli"

Alessandra Benin, madre di Lorenzo, chiede rispetto sui social dopo la tragica morte del figlio in un incidente, denunciando cattiverie e giudizi.

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Nel pieno del lutto per la morte del figlio, Alessandra Benin ha deciso di intervenire pubblicamente per chiedere una sola cosa: rispetto. La donna, madre di Lorenzo Benin, uno dei tre giovani morti nel tragico incidente avvenuto all'alba di domenica a Senago, non riesce più a sopportare i commenti e i giudizi che da giorni circolano sui social network. Messaggi che non colpiscono soltanto i ragazzi coinvolti nella tragedia, ma anche le loro famiglie, già travolte da un dolore difficile da descrivere. "Lasciate in pace Lollo", è l'appello che la donna rivolge a chi continua a commentare e giudicare una vicenda che ha spezzato tre giovani vite.

"Sono stanca delle cattiverie"

Le parole della madre di Lorenzo sono un misto di rabbia, sofferenza e incredulità. Nel lungo sfogo pubblicato sui social, Alessandra racconta di sentirsi ferita non soltanto dalla perdita del figlio, ma anche dall'atteggiamento di chi utilizza la tragedia per puntare il dito contro ragazzi e genitori.ì "Sono veramente stanca di leggere tutte queste cattiverie gratuite", scrive. La donna contesta soprattutto quei commenti che attribuiscono responsabilità morali alle famiglie o che sostengono che i ragazzi non avrebbero dovuto trovarsi in giro a quell'ora della notte. "Vi sentite realizzati dopo aver scritto certe cose?", domanda rivolgendosi direttamente agli utenti che hanno preso parte alle polemiche online.

Il ricordo di Lorenzo

Per la madre, Lorenzo non è il protagonista di una notizia di cronaca. È un ragazzo di diciassette anni, un figlio che stava per compiere diciotto anni e che aveva davanti a sé tutta la vita. "Sono Alessandra, la mamma di Lorenzo, per tutti Lollo, e ne sono fiera", scrive nel messaggio che in poche ore ha raccolto centinaia di attestati di vicinanza. Dietro ogni titolo di giornale e dietro ogni commento pubblicato sui social, ricorda la donna, ci sono famiglie che stanno affrontando un dolore devastante.

"Venite a dirlo in faccia"

Nelle sue parole emerge anche una profonda amarezza nei confronti di chi esprime giudizi senza conoscere realmente le persone coinvolte.La madre di Lorenzo si dice pronta ad ascoltare chiunque abbia critiche da muovere, ma invita a farlo guardando negli occhi chi sta vivendo questa tragedia. "Se ne avete il coraggio, venite a dirmi in faccia quello che scrivete", afferma. Un invito che nasce dalla convinzione che spesso dietro lo schermo sia troppo facile dimenticare la sofferenza delle persone.

Una tragedia che ha sconvolto la comunità

L'incidente si è verificato nelle prime ore del mattino lungo il canale Villoresi, a Senago. Nell'auto coinvolta viaggiavano nove giovani che stavano rientrando dopo una serata trascorsa insieme per festeggiare il compleanno di un amico. Per cause ora al vaglio degli investigatori, la vettura è uscita di strada finendo nelle acque del canale. Il bilancio è stato drammatico: tre ragazzi hanno perso la vita, mentre altri giovani sono rimasti feriti con conseguenze di diversa gravità. Tra le vittime, oltre a Lorenzo Benin, ci sono anche Camilla Copparoni e Riccardo Provasi.

Le testimonianze dei sopravvissuti

Nelle ore successive all'incidente gli amici sopravvissuti hanno raccontato agli investigatori alcuni momenti precedenti allo schianto. Secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte, durante il viaggio alcuni dei passeggeri avrebbero chiesto al conducente di rallentare. Richieste che non sarebbero bastate a evitare la tragedia. L'auto avrebbe proseguito la sua corsa fino all'ultima curva, dove il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo.

Il conducente interrogato in carcere

Nella mattinata odierna il giovane che si trovava al volante è stato interrogato davanti al giudice. Il ragazzo, diciottenne, è attualmente detenuto e deve rispondere delle accuse di omicidio stradale e lesioni personali. Gli accertamenti effettuati dopo l'incidente avrebbero evidenziato un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti dalla legge. Un elemento che rappresenta uno dei punti centrali dell'indagine coordinata dalla Procura.

La richiesta di conferma del carcere

Il pubblico ministero ha chiesto che venga confermata la misura della custodia cautelare in carcere. Secondo l'accusa esisterebbero sia il rischio di reiterazione del reato sia il pericolo di interferenze con le indagini ancora in corso. Nella richiesta depositata agli atti, il magistrato sottolinea quella che definisce una significativa incapacità di autocontrollo da parte dell'indagato. La Procura ritiene inoltre necessario evitare possibili contatti con gli altri giovani coinvolti nella vicenda, alcuni dei quali saranno chiamati a fornire ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei fatti.

Feriti e conseguenze permanenti

Oltre alle tre vittime, l'incidente ha provocato numerosi feriti. Alcuni ragazzi sono stati dimessi dopo le cure ospedaliere con prognosi relativamente brevi. Più delicata la situazione di una giovane che ha riportato una frattura vertebrale e che, secondo quanto emerso, avrebbe rischiato conseguenze neurologiche molto più gravi. La comunità continua a seguire con apprensione le condizioni dei ragazzi coinvolti.

Il peso dei social dopo una tragedia

La vicenda ha riaperto anche una riflessione sul ruolo dei social network nei giorni successivi a fatti di cronaca particolarmente drammatici. Mentre le indagini cercano di accertare responsabilità e dinamica dell'incidente, molte famiglie si trovano infatti ad affrontare un secondo dolore: quello provocato da commenti, accuse e giudizi espressi online senza conoscere davvero le persone coinvolte. È proprio contro questo fenomeno che si è levata la voce della madre di Lorenzo. Un appello semplice ma potente, nato da una sofferenza immensa: fermare le polemiche, mettere da parte i giudizi e lasciare che il ricordo di tre ragazzi scomparsi troppo presto venga accompagnato dal rispetto e non dall'odio.

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