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  • Viterbo - Giovedì 3 Settembre 2026

Viterbo: Stasera il trasporto della Macchina di Santa Rosa

Per il 362° anno consecutivo, 100 uomini alzeranno una struttura pesante 5mila chili e alta 30 metri, e la trasporteranno per quasi 2 chilometri. Dal 2013 è Patrimonio immateriale dell'UNESCO

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di Renato Narciso

Al via il 362° trasporto della Macchina di Santa Rosa, lo storico evento che commemora la morte di Rosa, la Santa bambina, deceduta nel 1251.

Questa sera, 3 settembre 2026, verso le 21:00, il corteo commemorativo partirà da Porta Romana issando la Macchina e iniziando quel percorso che in circa 3 ore la condurrà alla Chiesa di Santa Rosa.

Alta 30 metri e pesante 5mila chili, viene trasportata a spalla da 100 uomini, i Facchini di Santa Rosa, e percorrerà circa 1800 metri passando per il cuore della Città dei Papi, fino alla Chiesa di Santa Rosa.

L'ultimo tratto, il più difficile, sarà in pendenza.

Santa Rosa morì a 18 anni, la sua salma fu riesumata 7 anni dopo per volere del Papa Alessandro IV, che avrebbe preso tale decisione dopo aver ricevuto in sogno la supplica della fanciulla di far trasportare le sue spoglie all’interno della Chiesa dove in vita aveva chiesto di entrare in clausura.

Il disegno della prima Macchina è conservato negli archivi cittadini e risale al 1690, raffigura un baldacchino che inizia a slanciare le architetture barocche verso l’alto con in cima la statua della Santa.

Dal 1700 in poi l’immagine di Rosa viene posta all’interno delle architetture ispirate in sequenza alternata al Gotico o al Neoclassico, che, con cadenza quasi annuale, vengono rinnovate nelle forme e negli stili.

Per oltre due secoli e mezzo la Macchina ha avuto l’aspetto di un campanile classico, illuminato di notte a fiamma viva dal bagliore di centinaia di candele, con statue e quadri all’interno di nicchie e guglie, raffiguranti la vita e i miracoli della giovane Santa Viterbese.

Dal 4 dicembre 2013 il Trasporto della Macchina di Santa Rosa è Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO.

Il riconoscimento, conseguito a Baku in Azerbaijan nell’ambito dell’ottavo Comitato intergovernativo Unesco, è stato conferito alla Rete delle grandi Macchine a Spalla italiane (con la Macchina di Santa Rosa anche i Gigli di Nola, la Varia di Palmi, i Candelieri di Sassari).

Ogni 5 anni il progetto della Macchina viene rinnovato.

Dal 2024 è in campo la “Dies Natalis”, ideata dall’architetto Raffaele Ascenzi.

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