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Interessante evento culturale l’altra sera nel cuore di Campo de’Fiori., a Roma. Nella suggestiva sala della Cappella Orsini, è stato presentato il nuovo libro di Annalaura Giannelli, Il segreto della Maddalena, Les Flaneurs Edizioni, davanti a un folto pubblico di giornalisti, signore eleganti, musicisti come il maestro Guido De Angelis, attrici come Francesca Stajano Sasson, che poi ha letto con vibrante partecipazione alcune pagine del libro. A dialogare con Annalaura Giannelli, autrice di successo, noto avvocato leccese e da qualche tempo diventata anche editore, soprattutto per amore dei libri, c’era Patrizia Cesari, salentina doc ma trapiantata a Roma, che ai libri si dedica da una vita, anche se è una giovane signora, con il suo ‘’Salotto letterario di Sant’Agata’’.
Rispondendo alle puntuali domande di Patrizia Cesari, l’autrice ha delineato i vari personaggi del libro, pur senza ovviamente svelarne la trama, dato che si tratta di un libro che del giallo ha i suoi intrecci e i colpi di scena. Ma è un libro non solo di puro intreccio narrativo ma anche di idee. La vicenda, di cui anche noi diremo pochissimo, per non sciupare l’interesse e il gusto della lettura di un libro sapientemente costruito , si svolge in Sicilia, in una zona turisticamente insolita, un paesino delle Madonie. All’osso: un giovane rampollo di un industriale alimentare dopo essere uscito in mare con la barca scompare nel nulla.
Il padre ingaggia uno dei più noti investigatori italiani, se non addirittura il migliore, il quale sbarca nell’isola con una donna che è da sempre la sua collaboratrice, preziosa perché ha capacità divinatorie di veggente. E infatti lei sarà decisiva per le indagini che arriveranno alla conclusione e allo scioglimento grazie anche al contributo di un enigmatico quanto affascinante professore che vive tra i libri e che fornirà all’investigatore dei testi gnostici che serviranno a dare la svolta decisiva all’indagine.
Interessante è la tecnica usata dall’autrice nel descrivere i vari percorsi investigativi che, come tornanti sulle strade di montagna, spesso cambiano di colpo e muta anche lo scenario. Annalaura Giannelli, che ha già visto la terza ristampa di questo libro, e la traduzione in spagnolo del suo romanzo precedente, intreccia il racconto della vicenda con alcuni testi gnostici, che hanno al centro la figura di Maria Maddalena, o Maria di Magdala, che nei testi cristiani è vista come la prostituta redenta e pentita, ma nei Vangeli apocrifi, tra cui uno intitolato proprio a Maria Maddalena, qualifica questa figura di donna affidandole un ruolo da protagonista accanto a Gesù, con il quale secondo questi testi sarebbe stata anche sposata.
Insomma una trama che facilmente si presta a essere sceneggiata per un film come quelli tratti dai romanzi di Dan Brown. Anche se, siamo sicuri conoscendo l’autrice, che Annalaura Giannelli non amerebbe accostamenti per quanto prestigiosi. E farebbe bene, perché ormai ha acquisito una sua misura stilistica, che scorre sicura e accattivante, e scorrerebbe ancora di più se l’autrice, per generosità descrittiva, non abbondasse nell’aggettivazione lussureggiante.
Qualche volta, di aggettivi ne basterebbe uno, e a volte neanche quello. Ma ad Annalaura Giannelli piace abbandonarsi alla sua vena coloristica, quasi un’ansia descrittiva, che teme di perdere qualche particolare. Questo rischio in realtà non si determina.
Ma il romanzo, nel delineare la vicenda principale, apre, con un procedimento multitasking, altre finestre narrative che si affacciano su temi secondari rispetto all’asse del libro, ma non sono meno interessanti: la dinamica familiare nelle aziende; il rapporto tra il padre padrone e il figlio in cerca di una sua strada; qualche residuo di vecchie mentalità nel rapporto uomo-donna.
Chiudiamo con una nota di colore. Abbiamo domandato all’autrice, dopo la presentazione, se ci fossero state, oltre alle note accoglienze molto positive al suo romanzo, in vari angoli d’Italia, reazioni da parte ecclesiastica, per come viene presentata la Maddalena. “Critiche no”, ha risposto, ma una volta a una presentazione sono venute alcune suore e si sono sedute in prima fila, sembravano interessante e curiose. Ma appena ho parlato di Maria Maddalena nei termini in cui ne scrivo nel libro, hanno cominciato a parlottare tra di loro, poi si sono alzate e se ne sono andate. ”Evidentemente, non avevano ravvisato nella Maddalena dei testi gnostici e nel mio romanzo la Maria di Magdala che esse conoscono dai vangeli canonici”. Serata intensa, piena di riflessioni e di analisi su temi di grande attualità e di grande interesse generale.
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