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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 28 Ottobre 2026, 19:25

Agroalimentare, Ente Risi: “Inaccettabile l'import a dazio zero di riso da Cambogia e Myanmar”

La presidente Natalia Bobba attacca l'Unione Europea dopo i dossier ONU sulle violazioni dei diritti umani: “Abolire subito i benefici tariffari per fermare la concorrenza sleale”.

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L'Ente Nazionale Risi solleva una dura protesta contro le politiche commerciali dell'Unione Europea a seguito della pubblicazione, nell'agosto 2026, di due distinti rapporti delle Nazioni Unite relativi alle condizioni sociali e ambientali in Cambogia e Myanmar.

I due Paesi asiatici continuano infatti a beneficiare del regime agevolato "Everything But Arms" (EBA), che garantisce l'accesso a dazio azzerato sul mercato comunitario.

“I dati certificati dalle Nazioni Unite non lasciano spazio a interpretazioni o temporeggiamenti: in Myanmar e Cambogia non siamo di fronte a semplici criticità di transizione, ma a violazioni sistematiche della dignità umana, a lavoro minorile, espropri violenti e devastazione ambientale usata come arma economica. È intollerabile che l’Unione europea consenta l’ingresso a dazio zero di centinaia di migliaia di tonnellate di riso da teatri di guerra e repressione, continuando a garantire vantaggi commerciali pensati per la cooperazione a regimi che finanziano il terrore e la violenza”, ha dichiarato la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba.

La vertenza mette in luce il forte divario normativo che penalizza la produzione agricola continentale e italiana: “Ai nostri risicoltori Bruxelles impone le regole più severe del pianeta in materia di sostenibilità, benessere dei lavoratori e restrizioni sui fitofarmaci. Poi, però, apre le porte al dumping sociale ed ecologico di nazioni che azzerano i costi di produzione sfruttando bambini e danneggiando l’ambiente. Questo non è libero commercio: è concorrenza sleale legalizzata sulle spalle delle vittime e delle nostre imprese”.

Di fronte a questo scenario, l'ente chiede una rapida inversione di rotta ai vertici comunitari per tutelare i produttori nazionali e il rispetto dei trattati internazionali: “La clausola di salvaguardia automatica con le sue soglie attuali è un’arma spuntata che scatta solo a disastro già avvenuto – incalza Natalia Bobba – Chiediamo che la Commissione attivi immediatamente la revoca delle preferenze tariffarie EBA per Myanmar e Cambogia, come espressamente previsto dai regolamenti comunitari di fronte a violazioni gravi e acclarate dei diritti dell’uomo. Non possiamo permettere che il riso consumato sulle tavole europee sia macchiato da una simile catastrofe umanitaria così come non possiamo permettere che il lavoro dei nostri risicoltori sia minato da un sistema tariffario che va a vantaggio di economie che operano nel più totale disprezzo dei diritti umani”.

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