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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 28 Ottobre 2026, 15:55

Roma: vandalizzata la mostra della street artist Laika. L'autrice: “E' stata un'aggressione squadrista”

Tre uomini incappucciati hanno fatto irruzione nella galleria Rosso20sette minacciando il gallerista e imbrattando le opere esposte. L'artista: “Attacco al dissenso e alla libertà d'espressione, ma non ci spaventano”.

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Grave episodio di intimidazione nel centro della Capitale. Nel pomeriggio di martedì tre uomini con il volto coperto da passamontagna hanno fatto irruzione all'interno della Galleria Rosso20sette, in via del Sudario, dove è allestita la mostra “The Collapse of Democracy” della street artist e attivista Laika.

I tre hanno bloccato e minacciato il gallerista Stefano Ferraro, imbrattando successivamente con la vernice le tele e le installazioni presenti in sala.

“L’aggressione squadrista ai danni della galleria, in pieno giorno, da parte di un gruppo di persone incappucciate che hanno immobilizzato e minacciato Stefano, il gallerista, è qualcosa che ci deve far riflettere”, ha dichiarato l'artista romana. “Viviamo in un tempo in cui violenza, censura e repressione sono all’ordine del giorno, in cui una parte politica di questo Paese normalizza e legittima il comportamento di certe persone, che credono di poter agire nella più totale impunità. Questo gesto è la conferma che l’arte è un mezzo potentissimo, che fa paura a chi non crede in un futuro fatto di libertà e di uguaglianza. Questa aggressione è la prova che è in atto un processo di deterioramento e di collasso dei valori democratici, ed è stato un attacco al dissenso e alla libertà di espressione”.

Rivolgendosi direttamente ai responsabili del blitz, Laika ha aggiunto: “Se il vostro intento era quello di spaventarmi, non solo non ci siete riusciti, ma non avete fatto altro che confermare la mia convinzione di essere dalla parte giusta della storia. Tra le mie opere danneggiate c’è quella di Martin Luther King, sulla quale appare la scritta ‘L’odio distrugge chi odia’, e io sono più forte di prima. È il tempo del coraggio e non della paura. La gente come noi non molla mai. Ci vediamo nelle piazze, sui muri e nelle gallerie”.

Sull'accaduto si è espresso anche il gallerista Stefano Ferraro, testimone diretto del raid: “Hanno usato le minacce per impedirmi di intervenire mentre imbrattavano le opere. È un’aggressione a chi lavora in questo spazio e alla libertà degli artisti che ospitiamo. Una galleria deve poter essere un luogo di confronto, anche attraverso opere scomode”.

La mostra “The Collapse of Democracy – States of Injustice, Chapter 2”, curata dal Team 1954 e in calendario dal 10 ottobre al 14 novembre, raccoglie circa venti lavori incentrati sulle contraddizioni sociali e politiche negli Stati Uniti e sul sostegno ai diritti civili e alla causa palestinese. All'artista sono giunti numerosi attestati di vicinanza e solidarietà dal mondo culturale e politico, tra cui il messaggio dello street artist americano Shepard Fairey, in arte Obey.

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