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Economia

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Mercoledì 28 Ottobre 2026, 20:20

Artigianato, la riforma riparte dalle botteghe: più spazio alle imprese e alla formazione dei giovani

Via libera del Consiglio dei ministri allo schema di decreto che aggiorna la legge quadro del 1985. Nuove disposizioni su soci, sedi e responsabili tecnici. Urso: "Regole più moderne e nuove opportunità di crescita".

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Dietro un’impresa artigiana ci sono competenze che richiedono anni di esperienza, ma anche esigenze organizzative che cambiano: aprire un’altra sede, coinvolgere nuovi soci, trovare personale qualificato e insegnare il mestiere a chi comincia.

Su questi aspetti interviene lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, per riformare la legge quadro sull’artigianato del 1985.

Il provvedimento dà attuazione alla delega prevista dalla legge annuale sulle Pmi del 2026 con l’obiettivo di aggiornare la disciplina all'evoluzione del settore, superando alcuni vincoli societari e introducendo maggiore flessibilità nella gestione delle attività.

Una delle principali novità interessa la composizione delle società: un’impresa potrà mantenere la qualifica artigiana anche se i soci che vi lavorano non costituiscono la maggioranza numerica, purché detengano oltre la metà del capitale, fermo restando il regime specifico per cooperative e Sas.

Cambiano anche i limiti di presenza sul territorio, consentendo alle imprese di operare attraverso un massimo di tre unità locali artigiane, anche fuori dal territorio della Camera di commercio di competenza, purché sotto la direzione dell’imprenditore.

Per le attività che richiedono specifiche qualifiche professionali, si prevede inoltre che queste possano essere possedute da un collaboratore nominato responsabile tecnico anziché direttamente dall’imprenditore.

Accanto alle regole sulla gestione, la riforma valorizza la trasmissione delle competenze attraverso le figure del maestro artigiano e della bottega-scuola per favorire la formazione dei giovani.

Viene infine istituita presso il Mimit la Commissione consultiva per l’artigianato, con rappresentanti di categoria, Regioni e Inps, per garantire un’applicazione omogenea della disciplina. 

“La riforma della legge quadro sull’artigianato, risalente ad oltre quarant’anni, è un passo necessario per accompagnare l’evoluzione di uno dei pilastri della nostra economia e del Made in Italy”, ha dichiarato Urso. “Offriamo così alle imprese artigiane regole più moderne e nuove opportunità di crescita, rimuovendo gli ostacoli che ne hanno frenato lo sviluppo e creando le condizioni per un contesto più dinamico e competitivo”, ha aggiunto il ministro. “Al contempo, sosteniamo la trasmissione dei mestieri e delle competenze alle nuove generazioni, affinché questo straordinario patrimonio di saper fare continui a generare valore nel nostro Paese”.

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