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- Taranto - Martedì 14 Luglio 2026
Ambiente: nuovo manifesto di protesta a Taranto, comitati uniti contro progetti impattanti
Affisso un cartellone di denuncia davanti alla scuola Cabrini. Associazioni e cittadini dicono no a rigassificatore, dissalatore ed ex Ilva: "La città ha già dato, vogliamo le bonifiche".
Un urlo di protesta visivo e corale torna a levarsi a Taranto contro quello che la cittadinanza attiva definisce il modello del "sacrificio permanente".
Questa mattina, all'angolo tra via Dante e via Aristosseno, proprio di fronte alla scuola Cabrini, è stato affisso un nuovo manifesto di denuncia per lanciare un appello unitario contro l'insediamento di nuovi progetti industriali ritenuti altamente impattanti per il territorio e la salute pubblica.
L'iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa promossa da una vasta rete di associazioni, comitati, residenti e lavoratori uniti sotto la sigla "Ora definisci Taranto".
Il manifesto, dal forte impatto visivo, presenta uno sfondo rosso caratterizzato da "una macchia nera sulla coscienza dell'umanità" e mostra una mappa dettagliata che geolocalizza tutti i siti industriali e le infrastrutture contestate: dall'acciaieria ex Ilva alla raffineria Eni, passando per il progetto del rigassificatore, il dissalatore sul fiume Tara, l'impianto per il trattamento dei sedimenti, la Cementi Calme, l'Italcave, l'inceneritore e l'ex discarica Due Mari.
All'incontro con i media hanno preso parte attivamente diversi esponenti del panorama civico tarantino, tra cui Stefano Sibilla (LMO), Raffaele Cataldi (Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti), Francesco Merico (Terra Jonica), i referenti del Comitato Difesa Lido Azzurro e della Rete Difesa Fiume Tara, oltre ad Antonella Massaro, madre della piccola Miriam, scomparsa a soli 5 anni a causa di un tumore. A illustrare il significato politico e sociale della mobilitazione è stato il portavoce dei Genitori Tarantini.
"Anche oggi alcune realtà tarantine, quelle più impegnate sul territorio, si sono riunite per presentare un manifesto che è abbastanza esplicativo di tutto quello che sta succedendo, che è successo e che succederà a Taranto. Noi associazioni, comitati e cittadini siamo ancora in lotta perché un futuro migliore e sostenibile è possibile anche a Taranto. No al rigassificatore, no al dissalatore alla foce del Tara, no a una nuova Ilva, ma tutela dei posti di lavoro attraverso una riconversione sostenibile, lo smantellamento degli impianti, la decontaminazione e le bonifiche. Taranto ha già dato e pretende di tornare a essere una città europea", ha dichiarato Massimo Castellana.
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