
- Prima Notizia 24
- Roma - Lunedì 13 Luglio 2026
Roma e il suo verde storico, l'allarme di Annarosa Mattei: "Senza gli alberi si perde l'anima della città"
Un appello per superare la falsa contrapposizione tra tutela dei monumenti e cura del verde ai Fori Imperiali e sul Colle Oppio. Sotto accusa l'impatto dei cantieri degli ultimi decenni, dal Giubileo alla Metro C.
di Sabrina Consolini
I monumenti raccontano la storia, ma senza il paesaggio che li ha accompagnati per secoli rischiano di trasformarsi in semplici scenografie. È questo il messaggio che la scrittrice e studiosa Annarosa Mattei lancia intervenendo nel dibattito sulla riqualificazione del centro storico della Capitale e, in particolare, delle aree archeologiche dei Fori Imperiali e del Colle Oppio.
Secondo Mattei, il patrimonio monumentale romano non può essere considerato separatamente dal verde che, nel corso del Novecento, è diventato parte integrante dell'identità della città. Alberi, giardini e spazi naturali non rappresentano soltanto un elemento ornamentale, ma costituiscono un tassello fondamentale della memoria collettiva.
Ripercorrendo le grandi trasformazioni urbanistiche seguite alla proclamazione di Roma Capitale, la studiosa ricorda come la realizzazione del Vittoriano e, successivamente, l'apertura dell'attuale via dei Fori Imperiali abbiano modificato profondamente l'assetto della città, cancellando interi quartieri storici e ridefinendo il rapporto tra monumenti e tessuto urbano.
In questo contesto assume particolare rilievo il lavoro del paesaggista Raffaele De Vico che, negli anni Trenta, progettò importanti interventi di sistemazione del verde con l'obiettivo di ricucire il dialogo tra archeologia e natura. Pini, lecci, allori, mirti e altre essenze contribuirono a creare un paesaggio riconoscibile, capace di accompagnare il visitatore nella lettura della storia di Roma.
Per Annarosa Mattei, proprio quell'equilibrio si è progressivamente incrinato. Gli interventi urbanistici e gli scavi che si sono succeduti negli ultimi decenni, dai lavori per il Giubileo fino ai cantieri della Metropolitana C, hanno progressivamente ridotto molte delle aree verdi storiche, modificando in maniera significativa l'immagine di alcuni dei luoghi più rappresentativi della Capitale.
La studiosa invita quindi a superare una contrapposizione che giudica fuorviante: quella tra tutela archeologica e tutela del verde. Le due esigenze, sostiene, possono e devono convivere attraverso una progettazione capace di rispettare tanto i monumenti quanto il paesaggio che li circonda.
Lo stesso principio, osserva, dovrebbe guidare anche gli interventi previsti nell'area del Colle Oppio e della Domus Aurea, dove il patrimonio botanico rappresenta da decenni un elemento distintivo del parco.
L'appello finale è rivolto alle istituzioni e ai cittadini affinché Roma venga considerata come un organismo unitario, nel quale storia, natura e memoria costituiscono un insieme inscindibile. Conservare il verde storico, conclude Mattei, significa preservare non soltanto l'ambiente urbano, ma anche l'identità culturale della Capitale e il rapporto che da secoli lega i suoi monumenti al paesaggio.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24















