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  • Prima Notizia 24
  • Napoli - Venerdì 6 Novembre 2026, 21:25

Amianto alla Sacelit di Volla, un ex operaio ottiene in tribunale l’indennizzo negato dall’INAIL

Secondo quanto riferisce l’Osservatorio Nazionale Amianto, il Tribunale di Nola ha riconosciuto un danno superiore alla valutazione dell’Istituto. Il lavoratore era stato impiegato nello stabilimento dal 1976 al 1997. Bonanni: "Non è una questione di cifre o di percentuali, ma di principio".

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Vent’anni di attività nella produzione di manufatti in cemento-amianto, la successiva diagnosi di lesioni pleuriche e la necessità di adire le vie legali per ottenere il riconoscimento dell'indennizzo economico.

Per un ex operaio dello stabilimento Sacelit di Volla, la sola certificazione della malattia professionale da parte dell’INAIL non era risultata sufficiente: la percentuale di danno biologico quantificata dall’Istituto si manteneva infatti al di sotto della soglia minima richiesta per l'erogazione della prestazione.

Assistito dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, il lavoratore ha presentato ricorso al Tribunale di Nola. Secondo quanto comunicato dall’ONA, il giudice del lavoro ha riconsiderato la quantificazione del danno sulla base delle perizie medico-legali, riconoscendo una percentuale superiore alla soglia e condannando l’INAIL a corrispondere l’indennizzo previsto dalla legge, oltre al diritto alle prestazioni del Fondo vittime dell’amianto.

La vicenda giudiziaria affonda le radici nelle mansioni svolte dal lavoratore dal 1976 al 1997 nello stabilimento di Volla, periodo in cui l'uomo era impiegato nella fabbricazione di tubi, lastre e giunti in cemento-amianto. Le lavorazioni avvenivano in presenza di una costante dispersione di polveri e in assenza di idonei dispositivi di protezione individuali.

Con il passare degli anni sono insorte lesioni pleuriche, placche e calcificazioni, direttamente riconducibili all'inalazione delle fibre tossiche. Il caso si inserisce nel più ampio bilancio di patologie e decessi che ha interessato le maestranze della Sacelit di Volla.

L’associazione richiama in merito la sentenza della Corte d’Appello di Napoli del maggio 2026, che ha confermato la condanna della società per il decesso di un altro operaio impiegato nella medesima squadra del lavoratore interessato dal pronunciamento del Tribunale di Nola.

Sulla decisione è intervenuto l'avvocato Ezio Bonanni, che ha rimarcato l'aspetto etico della sentenza: “Non è una questione di cifre o di percentuali, ma di principio. Le vittime dell’amianto non possono essere costrette a combattere una seconda battaglia, dopo quella contro la malattia, per ottenere ciò che spetta loro”.

La pronuncia fissa un punto fermo sull'adeguatezza delle valutazioni medico-legali e sulle tutele spettanti a chi affronta un percorso di cura derivante dalle attività svolte in fabbrica.

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