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  • Prima Notizia 24
  • Genova - Venerdì 6 Novembre 2026, 18:40

Cultura e impegno sociale, debutta a Genova “Pascà”: a teatro il dramma di un orfano di femminicidio

La pièce è tratta dalla storia vera di Pasquale Guadagno, che porta in scena il proprio percorso di dolore e rinascita insieme all'attrice Silvia Prioreschi. La sindaca Salis: “Le difficoltà di chi rimane rischiano di essere dimenticate”.

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Il prossimo 11 novembre il Teatro della Gioventù di Genova ospiterà la prima nazionale di “Pascà - Il diritto di splendere”, opera teatrale che porta sul palcoscenico la vicenda personale di Pasquale Guadagno, rimasto orfano all'età di quattordici anni a seguito dell'uccisione della madre per mano del padre.

Lo spettacolo, diretto da Andrea Berti, vede l'autore direttamente impegnato in scena al fianco dell'attrice Silvia Prioreschi, proponendosi non solo come racconto sull'assenza e sul riscatto personale, ma anche come un preciso progetto di teatro civile volto a sollecitare prevenzione, educazione affettiva e tutele pubbliche per chi sopravvive alle tragedie familiari.

L'iniziativa ha raccolto l'attenzione e il sostegno dei vertici istituzionali locali. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha sottolineato la rilevanza del tema trattato: “Il dramma del femminicidio segna profondamente la vita dei figli, dei familiari e di tutte le persone che erano vicine alla vittima. È un aspetto di cui si parla ancora troppo poco: l'attenzione spesso si concentra sulla tragedia, mentre le difficoltà di chi rimane, il dolore, il senso di colpa e la necessità di ricostruire la propria vita rischiano di essere dimenticati. Le istituzioni hanno responsabilità precise, sia nella tutela delle vittime e dei loro familiari, sia nella prevenzione, a partire dall'educazione affettiva delle nuove generazioni. La violenza di genere è un problema culturale, sociale e politico, che dobbiamo affrontare intervenendo sulle sue radici”.

Sulla stessa linea l'assessora comunale alle Pari opportunità, Rita Bruzzone, che ha evidenziato come l'opera offra “la possibilità di aprire una finestra su un aspetto poco conosciuto e spesso trascurato dei femminicidi: cosa succede a chi rimane?”, plaudendo alla decisione di Guadagno di “trasformare la sua storia privata in un'opera di teatro civile”.

A chiarire il senso profondo dell'esordio sul palco è stato lo stesso protagonista: “La mia storia è pubblica, in parte è stata cronaca e scegliere di esserne anche l'attore significa assumermi la responsabilità di darle corpo e voce, in prima persona, a ogni replica. Trasformare in teatro il proprio vissuto e farlo arrivare a chi ti siede davanti è la sfida di Pascà, ed è qui che sento la forza di questa scelta”.

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