
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 16 Giugno 2026
Berlino fa muro contro UniCredit: no all'Opas su Commerzbank
L'Agenzia Federale delle finanze tedesca sposa la linea dell'autonomia dell'istituto nazionale, definendo non congruo il valore economico proposto e blindando il sostegno finanziario alle medie imprese del Paese.
Le manovre di consolidamento bancario transfrontaliero all'interno dell'Unione Europea registrano una brusca frenata sul asse Roma-Berlino. Il governo della Repubblica Federale di Germania, forte della propria partecipazione azionaria superiore al 12% all'interno dell'assetto societario di Commerzbank, ha respinto in modo categorico l'Offerta pubblica di scambio (Ops) promossa dal gruppo italiano UniCredit.
L'operazione finanziaria, giunta alla scadenza formale fissata per la mezzanotte odierna — al netto di eventuali decisioni su possibili differimenti —, si è scontrata con la ferma opposizione delle istituzioni tedesche, decise a tutelare l'autonomia della banca nazionale contro quello che viene percepito come una condotta eccessivamente spregiudicata da parte dei vertici di Piazza Gae Aulenti.
La posizione ufficiale dello Stato tedesco è stata formalizzata attraverso una nota diffusa dalla Finanzagentur (l'Agenzia Federale delle finanze tedesca, l'ente responsabile dell'indebitamento e della gestione del debito pubblico).
La deliberazione strategica è stata assunta dal Comitato direttivo interministeriale del Fondo di stabilizzazione dei mercati finanziari (Fms), l'organo istituzionale a cui è demandata la responsabilità decisionale sulle questioni di massima rilevanza per il fondo stesso. All'interno del documento programmatico, i vertici ministeriali hanno chiarito le motivazioni di carattere economico che hanno reso impraticabile l'adesione all'operazione lanciata dall'amministratore delegato Andrea Orcel: “Accettare l’offerta non era già un’opzione dal punto di vista finanziario, in quanto non prevedeva un premio adeguato rispetto all’attuale prezzo delle azioni di Commerzbank”.
Accanto alle valutazioni di pura convenienza monetaria e di congruità del valore azionario, la cabina di regia interministeriale ha sollevato argomenti di natura politica e industriale, ribadendo la centralità dell'istituto di credito all'interno del sistema produttivo ed economico della prima potenza europea: “Inoltre il comitato direttivo sostiene la strategia di indipendenza di Commerzbank e respinge l’approccio aggressivo di UniCredit”.
L'impianto difensivo delineato dalla Finanzagentur poggia sulla necessità di preservare il legame storico tra l'istituto bancario e il tessuto delle piccole e medie realtà industriali che costituiscono la spina dorsale della produttività tedesca. Nelle conclusioni della nota ministeriale viene infatti rimarcato il valore strategico della banca non solo come polmone finanziario per il territorio, ma anche come pilastro occupazionale e di stabilità per la principale piazza finanziaria della Germania: “Commerzbank svolge un ruolo importante nel finanziamento dell’economia tedesca e del settore delle medie imprese, il cosiddetto Mittelstand. In quanto importante datore di lavoro, la banca è anche fondamentale per il centro finanziario di Francoforte. Entrambi devono continuare a essere garantiti in futuro”.
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