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  • Roma - Lunedì 15 Giugno 2026

Norvegia, condannato il figlio della principessa Mette-Marit: quattro anni di carcere per Marius Borg Høiby

Marius Borg Høiby, figlio della principessa Mette-Marit, è stato condannato a quattro anni di carcere per stupro e violenze, scatenando polemiche in Norvegia.

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Il figlio della principessa ereditaria Mette-Marit è stato condannato a quattro anni di carcere per due episodi di stupro e altri reati. Un caso che ha scosso la Norvegia e messo in difficoltà la monarchia.

Una vicenda che da mesi tiene con il fiato sospeso la Norvegia si è conclusa con una pesante condanna. Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria Mette-Marit, è stato condannato a quattro anni di reclusione dopo essere stato riconosciuto colpevole di due episodi di stupro e di una serie di altri reati che comprendono violenze nei confronti di una ex compagna, minacce e infrazioni al codice della strada. La decisione dei giudici arriva al termine di un processo che ha avuto un forte impatto mediatico e che ha finito per coinvolgere indirettamente anche la monarchia norvegese, già alle prese con un periodo particolarmente delicato.

Chi è Marius Borg Høiby

Oggi 29enne, Marius Borg Høiby è nato da una relazione precedente della principessa Mette-Marit prima del matrimonio con il principe ereditario Haakon, celebrato nel 2001. Pur facendo parte della famiglia reale allargata, non ricopre alcun ruolo istituzionale e non svolge incarichi ufficiali per la Corona. Tuttavia, fin dall'infanzia è cresciuto sotto i riflettori, diventando una figura molto conosciuta dall'opinione pubblica norvegese. Proprio durante il processo ha raccontato quanto il peso della notorietà abbia influenzato la sua vita. "Sono conosciuto principalmente come il figlio di mia madre, non per altro. Quindi ho sempre avuto un fortissimo bisogno di riconoscimento", ha dichiarato davanti alla corte. "E questo si è tradotto in molto sesso, molta droga e molto alcol".

Le accuse e la condanna

Il procedimento giudiziario riguardava complessivamente circa quaranta capi d'accusa. I magistrati contestavano a Høiby diversi episodi di violenza sessuale avvenuti tra il 2018 e il 2024, oltre a una serie di comportamenti violenti nei confronti di alcune donne. Secondo quanto emerso durante il processo, gli episodi contestati sarebbero maturati in contesti caratterizzati dal consumo di alcol e sostanze stupefacenti. L'accusa sosteneva che, dopo rapporti inizialmente consensuali, il giovane avrebbe compiuto ulteriori atti sessuali quando le vittime non erano più in grado di esprimere un consenso consapevole. La corte ha ritenuto provati due dei quattro episodi di stupro contestati, pronunciando una condanna a quattro anni di carcere.

Il caso della residenza reale di Skaugum

Uno degli episodi per i quali Høiby è stato giudicato colpevole risale al 2018 e sarebbe avvenuto all'interno della residenza reale di Skaugum, dove vivono il principe ereditario Haakon e la principessa Mette-Marit. Un dettaglio che ha contribuito ad accrescere l'interesse mediatico attorno alla vicenda e ad alimentare il dibattito sul ruolo e sull'immagine della famiglia reale. L'accusa aveva chiesto una pena molto più severa, pari a sette anni e sette mesi di reclusione, mentre la difesa aveva domandato l'assoluzione dalle accuse di stupro e una pena più contenuta per gli altri reati contestati.

L'assenza in aula al momento della sentenza

Al momento della lettura della sentenza, Høiby non era presente fisicamente in tribunale. Detenuto in custodia cautelare dall'inizio di febbraio, ha seguito l'udienza in videocollegamento dal carcere per motivi di salute che non sono stati resi pubblici. Nel corso del procedimento aveva ammesso alcune responsabilità, riconoscendosi colpevole di diversi reati tra cui il possesso di circa tre chili e mezzo di marijuana, minacce e aggressioni.

Le rivelazioni emerse durante il processo

Il dibattimento, svoltosi tra febbraio e marzo, ha fatto emergere un quadro complesso della vita privata del giovane. Le testimonianze e i documenti raccolti dagli investigatori hanno descritto anni segnati da eccessi, abuso di sostanze e rapporti sentimentali problematici. Fondamentale per l'inchiesta è stata l'analisi di telefoni cellulari e dispositivi elettronici sequestrati dagli investigatori. Secondo gli inquirenti, proprio da quel materiale sarebbero emersi video ritenuti rilevanti per ricostruire alcuni degli episodi contestati. Nel corso del processo Høiby ha più volte negato di aver avuto rapporti sessuali con donne prive di coscienza. "Non ho l'abitudine di fare sesso con donne addormentate", ha sostenuto davanti ai giudici. Ha inoltre denunciato quella che considera una forte pressione mediatica nei suoi confronti, affermando di essere stato trasformato "in un mostro, bersaglio dell'odio di tutta la Norvegia".

L'arresto che ha fatto esplodere lo scandalo

L'intera vicenda è diventata pubblica nell'agosto del 2024, quando il figlio della principessa venne arrestato con l'accusa di aver aggredito la compagna durante una lite avvenuta in un quartiere residenziale di Oslo. Nei giorni successivi la stampa norvegese pubblicò fotografie che mostravano i segni della presunta aggressione all'interno dell'abitazione: un coltello conficcato in una parete e diversi oggetti danneggiati. Successivamente un'altra ex compagna, l'influencer Nora Haukland, dichiarò di aver subito comportamenti abusivi sia sul piano fisico sia su quello psicologico. Durante il processo Høiby ha ammesso che la gelosia rappresentava per lui un problema e che in alcune situazioni poteva portarlo a perdere il controllo.

L'imbarazzo della monarchia

La vicenda ha inevitabilmente avuto conseguenze anche sulla famiglia reale norvegese. Pur non svolgendo alcuna funzione ufficiale, Høiby è da sempre associato alla principessa Mette-Marit e al principe Haakon, diventando negli anni una presenza familiare per l'opinione pubblica del Paese. Lo scandalo ha contribuito a mettere in difficoltà l'istituzione monarchica, anche se i livelli di consenso nei confronti della Corona restano ancora elevati. La situazione è resa ancora più delicata dalle condizioni di salute della principessa ereditaria.

Le condizioni di salute di Mette-Marit

Negli ultimi mesi l'attenzione mediatica sulla famiglia reale si è concentrata anche sul peggioramento delle condizioni di salute di Mette-Marit. La principessa, 52 anni, soffre da tempo di una grave malattia polmonare cronica che negli ultimi tempi avrebbe subito un'importante evoluzione. Secondo quanto emerso dalla stampa norvegese, i medici starebbero valutando la possibilità di un trapianto, ipotesi che testimonia la complessità del quadro clinico. In questo contesto particolarmente difficile, la condanna del figlio rappresenta un ulteriore colpo per una famiglia reale che si trova ad affrontare una delle fasi più complicate degli ultimi anni.

Un caso destinato a lasciare il segno

La sentenza nei confronti di Marius Borg Høiby chiude un importante capitolo giudiziario, ma difficilmente metterà fine alle polemiche. La vicenda ha acceso il dibattito in Norvegia sul rapporto tra notorietà, responsabilità personale e tutela delle vittime, oltre ad aver messo sotto pressione una delle monarchie europee tradizionalmente più apprezzate dall'opinione pubblica. Resta ora da capire se la difesa deciderà di presentare ricorso contro la condanna e quali saranno le conseguenze di lungo periodo per il figlio della principessa ereditaria.

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