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  • Roma - Martedì 16 Giugno 2026

Patrizia Reggiani, eredità da 20 milioni: falso il testamento della madre, decisivo l'audio conservato dalla governante

Il Tribunale di Milano dichiara falso il testamento di Silvana Barbieri Reggiani, aprendo a un possibile ritorno dell'eredità a Patrizia Reggiani.

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Nuovo colpo di scena nella complessa vicenda ereditaria che coinvolge Patrizia Reggiani, conosciuta dal grande pubblico come "Lady Gucci". Il Tribunale civile di Milano ha infatti dichiarato falso il testamento della madre, Silvana Barbieri Reggiani, aprendo la strada a un possibile ritorno dell'intero patrimonio familiare nelle mani della figlia. La decisione dei giudici rappresenta un passaggio fondamentale in una controversia che si trascina da anni e che riguarda beni per un valore stimato superiore ai 20 milioni di euro. Al centro della vicenda c'è il documento con cui l'anziana imprenditrice, scomparsa nel 2019 all'età di 90 anni, aveva deciso di destinare gran parte delle proprie ricchezze a una fondazione costituita poco prima della sua morte.

L'audio custodito dalla governante che cambia tutto

A far pendere l'ago della bilancia sarebbe stata una registrazione audio rimasta per anni lontana dai riflettori. Il file, realizzato durante la stesura del testamento in ospedale il 6 novembre 2018, era stato conservato da una collaboratrice domestica della famiglia. Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, sarebbe stata la stessa Silvana Barbieri Reggiani a chiedere alla governante di custodire la registrazione e di consegnarla alle figlie e alle nipoti nel caso fossero sorti problemi legati alle sue ultime volontà. Per lungo tempo l'audio è rimasto nascosto, fino a quando è stato messo a disposizione di Patrizia Reggiani. Da quel momento è diventato un elemento centrale dell'inchiesta civile, consentendo ai magistrati di confrontare quanto effettivamente accaduto durante la redazione del testamento con quanto riportato nell'atto notarile.

Le incongruenze riscontrate dai giudici

L'analisi della registrazione avrebbe evidenziato una serie di discrepanze considerate rilevanti dal Tribunale. Nella sentenza i giudici sottolineano infatti come alcune circostanze certificate nel documento ufficiale non trovino riscontro nell'audio. Tra i punti più significativi figura l'assenza della dichiarazione con cui la testatrice avrebbe spiegato di non poter firmare personalmente il testamento a causa delle proprie condizioni fisiche. Secondo il collegio giudicante, mancherebbero inoltre altri passaggi che il notaio aveva attestato come avvenuti durante la formalizzazione delle ultime volontà della donna. Elementi che hanno portato il Tribunale a ritenere l'atto non corrispondente alla realtà dei fatti e dunque falso.

Il patrimonio al centro della contesa

La posta in gioco è particolarmente elevata. Il testamento ora annullato prevedeva infatti il trasferimento di una parte consistente del patrimonio di Silvana Barbieri Reggiani alla Fondazione Fernando e Silvana Reggiani. Tra i beni coinvolti figura soprattutto un importante complesso immobiliare situato nella zona della Stazione Centrale di Milano, composto da circa 130 unità tra appartamenti, negozi e box. A questo si aggiungono ulteriori disponibilità economiche e un lascito multimilionario. Secondo le stime, il valore complessivo dell'eredità supera i 20 milioni di euro. Se la sentenza dovesse essere confermata nei successivi gradi di giudizio, l'intero patrimonio potrebbe rientrare nella successione legittima, rendendo Patrizia Reggiani l'unica erede.

Il ruolo della fondazione e dell'esecutore testamentario

Nel documento contestato, gran parte dei beni era stata destinata alla fondazione costituita e gestita dall'avvocato Maurizio Enrico Carlo Giani, nominato anche esecutore testamentario. Alla fondazione erano stati assegnati immobili valutati oltre 14 milioni di euro, un ulteriore legato di circa 4 milioni e altri benefici economici, tra cui un compenso di 100 mila euro. La decisione del Tribunale, tuttavia, non è definitiva. I legali della fondazione hanno già presentato ricorso in Appello, dando così inizio a una nuova fase dello scontro giudiziario.

Una vicenda già passata dal tribunale penale

La controversia legata all'eredità della famiglia Reggiani non è nuova alle aule di giustizia. Negli anni scorsi la Procura di Milano aveva aperto un'indagine ipotizzando il reato di circonvenzione di incapace nei confronti dell'avvocato Giani. Gli inquirenti sospettavano che l'anziana potesse essere stata influenzata nelle proprie decisioni testamentarie. Il procedimento penale, però, si era concluso con l'assoluzione definitiva dell'avvocato sia in primo grado sia in Appello. L'attuale giudizio civile ha seguito una strada diversa: non si è concentrato sull'eventuale condizionamento della donna, ma sulla verifica della veridicità delle circostanze riportate nel testamento.

Patrizia Reggiani e una storia che continua a far discutere

Il nome di Patrizia Reggiani resta inevitabilmente legato a una delle vicende di cronaca nera più celebri della storia italiana. Reggiani è stata infatti condannata come mandante dell'omicidio dell'ex marito, Maurizio Gucci, assassinato nel 1995. Dopo avere scontato la pena, conclusa nel 2017, è tornata al centro dell'attenzione mediatica anche grazie al film "House of Gucci", che ha riportato sotto i riflettori la storia della famiglia. Ora il nuovo capitolo giudiziario riguarda il patrimonio materno e potrebbe avere conseguenze economiche enormi. Tuttavia, anche nell'ipotesi in cui l'eredità dovesse essere definitivamente riconosciuta a suo favore, Patrizia Reggiani non potrebbe gestirla autonomamente, essendo tuttora sottoposta a un regime di amministrazione di sostegno disposto dall'autorità giudiziaria.

Anche le figlie coinvolte in altre dispute ereditarie

Le questioni patrimoniali continuano da anni a interessare i diversi rami della famiglia Gucci. In passato le figlie di Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci, Allegra e Alessandra, hanno intrapreso una battaglia legale davanti alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo contro alcuni obblighi derivanti dagli accordi di divorzio dei genitori, che prevedevano il versamento di un vitalizio alla madre. La Corte ha però respinto il ricorso, ritenendo superate le contestazioni dopo l'accordo raggiunto tra le parti nel 2023. Nel frattempo, la decisione del Tribunale di Milano sul testamento di Silvana Barbieri Reggiani apre uno scenario completamente nuovo. La partita, però, è tutt'altro che chiusa: sarà l'Appello a stabilire se l'eredità multimilionaria tornerà davvero nelle mani di Lady Gucci.

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