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  • Prima Notizia 24
  • Roma - Giovedì 29 Ottobre 2026, 10:05

Bocciarelli, quarant’anni dalla parte del pubblico: in Campidoglio l’omaggio a una carriera tra teatro, cinema e tv - FOTOGALLERY

La Sala della Protomoteca ha ospitato la celebrazione del percorso artistico dell’attore, oggi anche direttore dei Teatri di Siena. A presentare l’incontro Franco Mariotti, insieme a colleghi e protagonisti della cultura e dello spettacolo.

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di Giovanna Guidi

Cambiano i personaggi, le scene, i modi di raccontare una storia. Rimane quel momento in cui un attore incontra il suo pubblico e deve conquistarne l’attenzione, dare credibilità a una parola, rendere riconoscibile un’emozione. È attorno a questo mestiere, coltivato attraverso esperienze diverse, che si è costruito il percorso di Vincenzo Bocciarelli, celebrato il 28 ottobre nella Sala della Protomoteca in Campidoglio con l’appuntamento «40 anni di evoluzione artistica».

Un riconoscimento a una carriera che ha intrecciato teatro, cinema e televisione e che oggi continua anche attraverso la direzione artistica dei Teatri di Siena. A condurre l’incontro è stato Franco Mariotti, storico professionista della comunicazione cinematografica, già addetto stampa di Cinecittà Holding.

Attorno a Bocciarelli si sono ritrovati colleghi, artisti e personalità della cultura. Tra i presenti la giornalista Tiberia de Matteis, Elena Bonelli, cantante e voce di Roma, i registi Rosario D’Errico e Michele Petti, Letizia Gorga, Pino Ammendola, Roberta Beta, l’attore Pietro Romano e Roberto Masiero di Renaissance Evolution. Tra i relatori Giovanni Quarzo, l’avvocata cassazionista Patrizia Valeri e il professor Simone Greco.

Il filo della celebrazione conduce alle radici teatrali dell’attore: la formazione alla scuola del Piccolo Teatro di Milano, l’esperienza con Giorgio Strehler, il lavoro accanto a Giorgio Albertazzi, Glauco Mauri e Valeria Moriconi. Incontri che appartengono a una stagione decisiva della sua crescita e a un modo di intendere la recitazione fondato sullo studio, sull’ascolto e sulla cura della presenza scenica.

Il confronto con i classici ha dato sostanza a questa preparazione. Il palcoscenico chiede di conoscere un testo fino a farlo diventare pensiero, di trovare il ritmo insieme ai compagni di scena, di accogliere ciò che accade in sala. È una disciplina che Bocciarelli ha portato con sé anche quando il suo lavoro si è aperto alla macchina da presa.

La televisione lo ha fatto conoscere a un pubblico più ampio attraverso «Orgoglio», «Il bello delle donne», «Incantesimo» e «Don Matteo». Titoli entrati nelle abitudini degli spettatori italiani, nei quali il rapporto con il personaggio si costruisce anche attraverso la continuità del racconto e la familiarità dello schermo domestico.

Al cinema il suo percorso comprende «E ridendo l’uccise» di Florestano Vancini, «L’inchiesta» e l’esperienza internazionale di «Nirakazhcha – La strada dei colori». Lavori che lo hanno condotto verso contesti e sensibilità differenti, ampliando le possibilità di un mestiere che richiede, a ogni nuovo progetto, di rimettere alla prova gli strumenti acquisiti.

La capacità di muoversi fra questi linguaggi è uno dei tratti del suo cammino. Sul set la recitazione si misura con il dettaglio, con la vicinanza di uno sguardo, con la forza di un gesto appena accennato. A teatro il personaggio attraversa la durata dello spettacolo e vive nel rapporto diretto con gli spettatori. Esperienze che si alimentano reciprocamente e concorrono a formare la maturità di un interprete.

Oggi, alla guida artistica dei Teatri di Siena, Bocciarelli mette questa conoscenza al servizio di una responsabilità più ampia. Scegliere una proposta, costruire una programmazione, creare occasioni di incontro fra gli artisti e la città significa lavorare sulle condizioni che permettono allo spettacolo di esistere e di trovare il proprio pubblico.

Alla dimensione personale dell’interpretazione si affianca così quella di un progetto condiviso. L’esperienza maturata sulla scena diventa attenzione per chi vi lavora, capacità di leggere le possibilità di uno spettacolo e impegno nel costruire opportunità anche per altri.

La celebrazione in Campidoglio ha raccolto queste diverse stagioni della carriera di Bocciarelli. Dalla formazione con i grandi maestri alla popolarità televisiva, dal cinema alla direzione artistica, il percorso continua a svilupparsi attorno a una stessa relazione: quella fra chi racconta una storia e chi sceglie di ascoltarla.

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