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  • Mosca - Giovedì 29 Ottobre 2026, 00:10

Russia - Africa: Putin apre i lavori del 3° Forum economico e umanitario

Uno "Zar" a tutto campo ha messo a disposizione le proprie tecnologie in vari settori, da quello agricolo a quello sanitario. E auspicando un mondo multipolare, fa leva sul risentimento coloniale del Continente nero in chiave anti occidentale

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Vladimir Putin ha partecipato alla sessione plenaria del 3° Forum economico e umanitario Russia-Africa, in corso in questi giorni a Gostiny Dvor, nella capitale russa.

Lo riferisce l'ufficio stampa del Cremlino.

Il forum, che per la prima volta si tiene a Mosca e a cui hanno parteciperato 48 dei 54 Paesi africani,  vedrà la presenza di 22 capi di Stato ed è l’evento di gran lunga più importante nelle relazioni russo-africane.

Esso è volto a rafforzare i rapporti e la cooperazione con il Continente nero in svariati settori, tra cui quello economico, militare, energetico, agricolo, sanitario e culturale.

Putin conta molto su questo vertice in quanto vede l'Africa come terreno di manovra nella sua strategia di contrasto al mondo occidentale, strategia che nella versione ufficiale prende il nome di costruzione di un mondo multipolare.

Il primo forum si tenne a Sochi (Russia) nel 2019, dall'epoca ha acquisito una dimensione strategica.

“Prevediamo di discutere del rafforzamento delle partnership tra i nostri Paesi nei settori dell'energia, dell'industria, dell'agricoltura e dei trasporti, nonché delle prospettive di cooperazione nell'ambito dell'energia nucleare a fini pacifici, dell'alta tecnologia, della digitalizzazione, dell'intelligenza artificiale, della sicurezza informatica e dell'esplorazione spaziale” - ha esordito Putin all'apertura dei lavori.

“Stiamo assistendo alla nascita di un mondo veramente multipolare, e questa tendenza è oggettiva e irreversibile” - ha incalzato il presidente russo.

“L'era in cui il destino di interi continenti era determinato da un ristretto blocco di Stati è definitivamente tramontata” - ha tuonato ancora.

“Sta emergendo un mondo più giusto, un mondo in cui le voci di tutti i Paesi partecipanti alla comunità internazionale devono essere ascoltate” - ha aggiunto.

Ma a tal proposito di sicuro non si riferiva all'Ucraina.

Lo “Zar” ha ancora sottolineato la nascita nuovi centri di governance globale, punti di attrazione e di riorganizzazione dell'ordine mondiale.

“Tra questi, un posto chiave, a mio avviso, è occupato da un'organizzazione ben nota a tutti voi: i BRICS. Si tratta, infatti, della più grande associazione al mondo, che occupa un terzo della superficie terrestre e comprende i principali Stati di Eurasia, America Latina, Medio Oriente e, naturalmente, Africa, rappresentata da tre Paesi all'interno del sistema e della famiglia BRICS” - ha aggiunto.

“Negli ultimi cinque anni – fa notare - i paesi BRICS hanno rappresentato oltre il 40% del PIL globale, mentre il G7 ha contribuito per meno del 30%. E questa percentuale è destinata senza dubbio ad aumentare, naturalmente a favore dei paesi in via di sviluppo”.

“Ciò è dovuto in gran parte all'Africa, che possiede enormi risorse naturali e un grande potenziale demografico, ed è situata all'incrocio di intense rotte commerciali transcontinentali" – ha subito specificato.

Rispolverando un vecchio cavallo di battaglia propagandistico tipico della defunta URSS, Putin ha fatto leva sui risentimenti coloniali del Continente Nero.

“Si registrano tentativi attivi da parte dei paesi occidentali di costringere gli africani a ricadere nella schiavitù del debito, obbligandoli a fornire risorse finanziarie indispensabili a condizioni estorsive, e a pagare ripetutamente somme eccessive per il servizio e il rimborso del debito, a discapito dei piani di sviluppo a lungo termine” - ha sentenziato.

Ha voluto a tal proposito ricordare le parole di “un grande figlio del popolo burkinabé, il Presidente del Consiglio Rivoluzionario e primo Presidente del Burkina Faso, Thomas Sankara” pronunciate nel 1987.

"Il debito è neocolonialismo, in cui i colonizzatori si sono trasformati in cosiddetti assistenti tecnici. È una riconquista dell'Africa astutamente organizzata, il cui obiettivo è subordinare la sua crescita e il suo sviluppo a dominazioni straniere".

Poi ha messo sul tavolo le prospettive offerte dalla Russia, che “è attivamente impegnata nel migliorare la salute finanziaria dei paesi africani e nell'alleggerire il loro onere del debito”.

E ancora: “Il nostro Paese si impegna costantemente anche a rafforzare il ruolo dell'Africa nella governance e nei processi decisionali chiave all'interno delle istituzioni multilaterali di sviluppo, in particolare il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale”.

Il capo di Stato russo ha poi fatto sfoggio delle capacità tecnologiche del suo Paese:

“Nella corsa globale alla sovranità tecnologica, deteniamo saldamente una posizione di leadership”. Poi il colpo di scena :”la Russia è aperta a condividere le proprie competenze moderne e il proprio know-how digitale ad alta tecnologia con i nostri amici africani” - ha rivelato.

E ha ancora ricordato l'aiuto fornito ai Paesi africani durante la guerra fredda, in piena decolonizzazione.

“Il nostro Paese [l'URSS ndr] ha costantemente sostenuto i movimenti di liberazione nazionale dei popoli africani, ha dato un contributo significativo alla creazione di Stati africani indipendenti e al superamento dell'eredità dell'era coloniale, ha assistito allo sviluppo delle loro economie e alla formazione di forze armate pronte al combattimento e ha in ogni modo facilitato la partecipazione sempre maggiore dei Paesi del continente, che stavano progressivamente acquisendo influenza politica ed economica, al processo decisionale internazionale su questioni regionali e globali fondamentali”.

La Russia punta molto sull'Africa, che viene definita il continente del futuro, visto che secondo l'ONU, dal 2030 il centro della crescita demografica mondiale si sposterà verso l'Africa, ed entro il 2050 la sua popolazione supererà i 2,5 miliardi di persone, di cui circa il 70% avrà meno di 30 anni.

Venendo agli affari, il volume degli scambi commerciali tra Russia e Africa ha superato i 27 miliardi di dollari, nel 2022 era di soli 18.

Riguardo all'agricoltura ha detto che “La Russia è uno dei garanti più affidabili della sicurezza alimentare dell'Africa”.

Oltre 40 paesi africani infatti, ricevono già fertilizzanti e cereali da Mosca che sta anche promuovendo l'attuazione del programma aggiornato dell'UA per lo sviluppo agricolo, creando le infrastrutture appropriate per accelerare l'accesso alla sovranità alimentare e a mercati esteri promettenti, tra cui la stessa Russia.

Putin, continuando il suo discorso di apertura, si è detto pronto a condividere con i Paesi africani acnhe “tecnologie esclusive per un uso responsabile dell'acqua, che li aiuteranno a gestire le risorse idriche in modo efficiente e oculato”.

Comprese quelle che includono il recupero di terreni, la progettazione e la costruzione di canali di irrigazione e centrali idroelettriche, la gestione digitale delle risorse idriche e il monitoraggio delle reti di irrigazione e delle zone di dispersione.

A tal proposito ha ricordato il 55° anniversario dell'entrata in funzione della centrale idroelettrica di Assuan, in Egitto, uno dei simboli della cooperazione ad alta tecnologia della Russia, o meglio l'URSS, con l'Africa.

In campo sanitario poi, ha promesso poi assistenza, spostando in loco la sintesi di farmaci e vaccini russi ed a creare laboratori e centri diagnostici.

A tal proposito è pronto un programma messo a punto da Rospotrebnadzor, volto a rafforzare la collaborazione  nel settore del benessere sanitario ed epidemiologico e del controllo delle malattie infettive.

Sono stati donati 15 laboratori mobili antiepidemici a otto paesi e sono stati formati circa 450 specialisti africani.

I medici russi, ha sottolineato ancora, forniscono assistenza agli africani contro infezioni pericolose, tra cui il colera, ed Ebola.

Non ha risparmiato l'istruzione e gli scambi culturali, spiegando come dal 2020, gli studenti africani in Russia siano aumentati del 50% e le borse di studio russe per l'Africa sia quasi triplicato.

Sono circa 40mila gli africani, nelle università russe.

Nel solo anno accademico 2026-2027, le borse di studio sono aumentate di 5.500 unità.

Ha concluso augurando ai partecipanti del Forum economico e umanitario Russia-Africa “discussioni utili e proficue e tutto il meglio”.

E si è congedato auspicando di rivederli tutti in ​​Russia per importanti eventi internazionali, tra cui il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, che si terrà il prossimo giugno.

Anche Evariste Ndayishimiye, presidente dell'UA, nonché capo di Stato del Burundi, ha preso parola.

Moderatrice dell'incontro Irina Abramova, direttrice dell'Istituto di Studi Africani dell'Accademia Russa delle Scienze.

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