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  • Roma - Giovedì 29 Ottobre 2026, 05:15

Pedagogia: Nel 60ennale de "La Torta in cielo", si ricorda Maria Luisa Bigiaretti

Il celebre libro, scritto da Gianni Rodari, nacque da un'idea della maestra della scuola elementare situata al Trullo, storico quartiere della capitale. Sabato un convegno ricorderà quella straordinaria figura femminile

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In occasione del sessantesimo anniversario dell'uscita del romanzo “La torta in cielo” del celebre scrittore, pedagogista e giornalista italiano Gianni Rodari, che scrisse il sagio partendo da un'idea e da una trama sviluppate collettivamente insieme alla maestra Maria Luisa Bigiaretti e ai bambini della scuola elementare della borgata del Trullo, si svolgerà un incontro sabato 31 ottobre 2026, dalle ore 9:00, presso la Via San Raffaele, 16 - nel quartiere Trullo, per ricordare quella straordinaria figura femminile.

Annunciando il convegno su Maria Luisa Bigiaretti si vuol anche ricordare quanto la propulsione alla ricerca pedagogica abbia portato conseguenze a catena nelle generazioni successive e quanto, ancora oggi, possa infondere energia in chi si occupa di formare le nuove generazioni.

Dagli anni 50 agli 80 insegnanti e pedagoghi, hanno alimentato insieme la trasformazione del sistema scolastico e l’inizio di una società più libera, inclusiva e aperta.

Presso la scuola Carlo Collodi la maestra Maria Luisa Bigiaretti, tra le fondatrici del MCE – Movimento di cooperazione educativa, associazione di educatori italiani, insieme alle sue colleghe, lavorava intensamente per rendere,  le bambine e i bambini individui consapevoli, cittadini capaci di muoversi in una società complessa.

Anche la maestra Rita Ceva Grimaldi, sempre al fianco di Maria Luisa, aveva scelto di insegnare a Montecucco e occuparsi, a tempo pieno, dei bambini che abitavano nella zona.

La figlia di Rita, Maria Elena Carosella, oggi è pedagoga teatrale e ci racconta cosa accadeva negli anni ’70 in una casa con la vocazione all’insegnamento: “Mia madre, sempre nella gioia, vedeva crescere i tre figli e con loro condivideva l’entusiasmo delle maestre in rivolta, maestre completamente dedite alla cura dei loro alunni. Con Enea, mio padre, fino a notte, si occupavano di organizzare lezioni da proporre il giorno successivo. La maestra Rita parlava delle problematiche dei suoi alunni e cercava soluzioni idonee per la crescita di ogni singolo bambino delle classi di Montecucco, rinominato attualmente plesso G.Perlasca dell’IC A.Gramsci.”

Alcune maestre, in quegli anni, sperimentavano una pedagogia guidata dal pensiero creativo come indicava Donald Winnicott, o l’approccio alle parole suggerito dalla filosofia del linguaggio di Ludwig Wittgenstein. 

Maria Luisa Bigiaretti dichiarava di quel momento storico: “Decisi che la mia scuola non sarebbe mai stata una gabbia”. 

Gli anni in cui Bigiaretti insegnava erano anni in cui diventava importante il gioco come elemento indispensabile ai percorsi di apprendimento.

Così anche il gioco del teatro veniva usato come strumento pedagogico. Le maestre erano abili nel costruire spettacoli teatrali.

Sempre Maria Elena racconta a riguardo: “Ricordo Rita recitare insieme ai suoi bambini. Noi figli, delle volte, eravamo con lei anche a scuola, la classe era un laboratorio vivissimo, i bambini erano seriamente e allegramente impegnati e il pomeriggio, se c’era qualche spettacolo dei bambini di Maria Luisa, ci portavano a vederlo.”

Erano passati da poco gli anni in cui Gianni Rodari era andato a fare incontri proprio lì, aveva collaborato con Maria Luisa ed i suoi alunni.

“La torta in cielo”, firmata da Gianni Rodari con i bambini del Trullo, ormai compie 60 anni dalla sua pubblicazione Einaudi, anche se nacque in quella classe nel 1964, un tempo lontano.

Questa distanza temporale si sente chiaramente perché da una parte si è spento l’entusiasmo che voleva portare cambiamento nelle relazioni con l’altro, dall’altra esso ha lasciato crescere, con gradualità e rispetto i suoi semi, li ha fatti diventare alberi e frutti.

Maria Elena racconta ancora: “Ho cominciato da bambina a sentire la passione per la trasmissione del sapere e la condivisione dell’apprendimento, forse per questo germe messo proprio a Montecucco insegno dal 1991 usando le mie conoscenze di teatro per mettere al centro la creatività. Ho iniziato in classe con la maestra Rita, come un gioco da condividere con i suoi bambini, con l’entusiasmo di scoprire insieme nuove strade. Anche i miei fratelli oggi si occupano a tempo pieno della comunità: una come neuropsichiatra infantile, anche nella periferia romana, e l’altro è il cappellano del carcere, reparto femminile. Ora che siamo nel 2026 sono certa che tutto è partito da quegli anni storici, anni pieni di fermento, anni che davano la possibilità di fare, imparare e ascoltarsi. La famiglia ci ha sostenuto perché ci sentissimo liberi, curiosi di imparare, ci ha educato al rispetto della diversità e all’ammirazione, anzi direi lo stupore, per le caratteristiche uniche di ogni persona.”

Ilaria Capanna, studiosa e responsabile della catalogazione dell’opera di Gianni Rodari, ha organizzato questo importante convegno che non è solo la commemorazione di una educatrice straordinaria ma il punto di partenza per ribadire come la scuola e, qualunque altro luogo di formazione, non siano gabbie dove creare identità stereotipate ma luoghi elevati, come montagne, dalle quali spiccare il volo, un volo libero e sicuro che duri una vita intera. 

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