"Non ci sono dubbi che mio figlio sia stato vittima di cyberbullismo. Deve essere fatta giustizia". Lo ha detto il papà del ragazzo di 23 anni, conosciuto sui social con il nome di Inquisitor Ghost, che lunedì sera si è ucciso su TikTok, in seguito alle false accuse di pedofilia rivoltegli da una 17enne, che per iscriversi sulla piattaforma cinese si è finta maggiorenne, e da un altro utente, che avrebbero scatenato una vera e propria gogna contro di lui.
"Sui social girano screenshot di false conversazioni tra loro due, ripubblicate più volte da diversi utenti", ha aggiunto l'uomo. "Non c'è bisogno nemmeno di presentare una denuncia, è talmente chiaro, i carabinieri sanno già tutto. C'è una inchiesta e non posso trovare io i responsabili, ma basta guardare TikTok per capire chi è stato e cosa è successo", ha continuato.
"Mio figlio era introverso, non depresso, e fino a 10 giorni fa stava attraversando un bel periodo, poi è cambiato tutto. Con me ha sempre minimizzato quello che gli stava capitando, fino alla fine. Quella sera ci siamo sentiti mezz'ora prima che succedesse tutto. Mi aveva parlato di una violazione della sua privacy, non di accuse social di pedofilia, altrimenti sarei intervenuto subito", ha proseguito.
Al genitore "è chiaro" quello che è successo: suo figlio non ha retto l'odio che gli si è scatenato contro. "Lui con questa ragazza turca non aveva nemmeno interagito, l'ha bloccata subito. Ma sui social girano screenshot di false conversazioni tra loro due, ripubblicate più volte da diversi utenti. Alcuni di loro, italiani, mi hanno chiesto scusa per quello che hanno fatto, dicendo che sono stati costretti altrimenti sarebbero finiti anche loro nella gogna mediatica scatenata da queste persone", ha detto ancora l'uomo.
Non sono note le modalità con cui il ragazzo si è suicidato. A trovarlo senza vita, in camera da letto, è stato proprio il padre.
Il social cinese, popolarissimo tra i minorenni per la possibilità di creare e divulgare video con filtri ed effetti, è considerato a rischio anche da Garante dei minori, perché ha problematiche legate alla privacy e alla sicurezza degli utenti, specialmente quelli più giovani.
Tra i rischi ci sono la facilità nell'aggirare il divieto a iscriversi per gli utenti al di sotto dei 13 anni, perché basta falsificare la data di nascita e non è richiesto il consenso da parte dei genitori dei minori di 14 anni, contrariamente a quanto previsto dalla legge italiana.
Un altro rischio è legato al fatto che l'informativa sulla privacy fornita dal social è generica e non adatta ai minorenni, che dovrebbero avere informazioni più semplici e chiare su come vengono trattati i loro dati personali (per questo l'azienda è stata anche multata dall'Unione Europea).
Inoltre, gli stessi dati possono essere portati fuori dall'Unione Europea, in Paesi come la Cina, sede della società titolare di TikTok. Ciò può determinare una minore protezione dei dati personali.
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