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  • Roma - Mercoledì 28 Ottobre 2026, 18:10

Calcio, scontro diplomatico tra la Cina e Mbappé: scuse accettate, ma non rientra l'embargo sulla Liga

Pechino prende atto del passo indietro del fuoriclasse francese dopo la frase su Mao Zedong, ma conferma il blocco dei diritti tv e la rottura degli sponsor. A rischio contratti e sponsorizzazioni da centinaia di milioni di euro.

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Non accenna a rientrare la tensione tra la Cina, Kylian Mbappé e l'intero movimento calcistico spagnolo. Nonostante il Ministero degli Affari Esteri di Pechino abbia formalmente reso noto di aver “preso sul serio le scuse presentate dalla persona in questione”, la reazione diplomatica ed economica del colosso asiatico resta rigida: l'embargo nei confronti del fuoriclasse del Real Madrid e della Liga non è stato revocato.

La vertenza, scaturita da una battuta ironica pronunciata dall'attaccante sul leader Mao Zedong durante la recente cerimonia del Pallone d'Oro, sta producendo conseguenze finanziarie immediate. I tre sponsor cinesi che legavano la propria immagine a Mbappé hanno rescisso ogni rapporto commerciale, mentre la tv di Stato prosegue nel blackout della trasmissione delle sfide del campionato spagnolo. Risultano finora inefficaci i tentativi di mediazione promossi dal presidente della Liga, Javier Tebas.

Nel tentativo di arginare la crisi, anche il Real Madrid è intervenuto con un comunicato dai toni felpati: “Il club desidera esprimere le sue scuse al popolo cinese per il disagio che possa essere stato causato dalle parole del nostro giocatore Kylian Mbappé. Il nostro club ha un profondo rispetto per la Cina, la sua storia, la sua cultura e i suoi cittadini, così come per i milioni di tifosi cinesi che provano ammirazione per il Real”.

La fermezza di Pechino evidenzia la rilevanza strategica del mercato asiatico per il calcio spagnolo. La Liga ha ricordato come Cina e Stati Uniti rappresentino la quota maggioritaria dei 748 milioni di euro derivanti dai diritti tv internazionali, sostenuti da accordi di trasmissione a lungo termine estesi fino al 2030. Un impatto che coinvolge direttamente anche il merchandising di Real Madrid e Barcellona — la cui quota di vendite nel Paese si attesta tra il 10% e il 15% —, oltre alle numerose partnership commerciali legate ai due top club della penisola iberica.

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