
- Prima Notizia 24
- Chieti - Mercoledì 10 Giugno 2026
Caso famiglia nel bosco, Pillon: "Istanza entro pochi giorni, decisione attesa per fine mese"
Il legale incontra i genitori dei tre minori allontanati da Palmoli e annuncia il ricorso al Tribunale dei Minori dell'Aquila. Il legale punta sulla relazione del Ctu per un rapido ricongiungimento e apre al dialogo sul nodo della frequenza scolastica: "Si può trovare realisticamente una soluzione".
La complessa vicenda giudiziaria e umana della cosiddetta "famiglia nel bosco" si avvia verso un passaggio procedurale decisivo davanti alla magistratura minorile abruzzese.
Al termine di un colloquio programmatico avuto con Nathan e Catherine — i genitori dei tre bambini che dallo scorso mese di novembre si trovano collocati all'interno di una casa famiglia dopo essere stati allontanati dal loro insediamento nei boschi di Palmoli —, il legale della coppia ha delineato la strategia difensiva per ottenere il rientro dei minori.
L'avvocato Simone Pillon ha annunciato l'imminente deposito di un ricorso ufficiale volto a riaprire l'esame del fascicolo in tempi brevi: “Entro pochi giorni depositeremo un'istanza, chiedendo anche un'udienza, per poter essere sentiti dal Tribunale dei minori dell'Aquila per presentare le istanze dei genitori”.
Sul fronte della tempistica istituzionale, il legale ha espresso un moderato ottimismo circa la celerità dei magistrati aquilani, ipotizzando uno sblocco della situazione prima della pausa estiva: “Normalmente ho visto che il Tribunale non ha tempi particolarmente lunghi, penso di poter dire che entro la fine di giugno dovremmo avere qualche decisione”.
Il perno su cui si articola la linea difensiva guidata dall'ex parlamentare risiede nelle conclusioni tecniche rassegnate dagli stessi periti nominati dal giudice minorile. Secondo la difesa, le valutazioni specialistiche convergerebbero in modo inequivocabile verso la necessità di ricostituire il nucleo familiare originario, ponendo fine al periodo di permanenza in struttura dei piccoli. “Per ben tre volte la Ctu scrive che è opportuno un precoce e auspicabile rientro a casa dei minori e, su questo punto, noi concordiamo completamente. Quindi, pensiamo che sia giunto il momento di riportare i bambini a casa il prima possibile”, ha rimarcato con forza Pillon, evidenziando come la stessa Consulenza Tecnica d'Ufficio supporti la richiesta di reintegrazione avanzata dai genitori biologici.
Una delle principali criticità sollevate dai giudici minorili nel provvedimento di allontanamento riguardava la mancata scolarizzazione dei bambini e lo stile di vita isolato della famiglia. Relativamente all'iscrizione dei tre minori ai percorsi didattici per il prossimo anno scolastico, l'avvocato ha manifestato una chiara volontà di mediazione, escludendo posizioni di totale chiusura ideologica e cercando un punto di convergenza con le istituzioni del territorio.
“È argomento che vogliamo approfondire senza nessuno steccato con gli operatori, con la tutela, la curatela e il servizio sociale. È un tema su cui la famiglia conserva una propria idea, senza che questa debba diventare per forza oggetto di divisione”, ha chiarito il professionista.
L'obiettivo della difesa è quello di contemperare le esigenze educative dei figli con le prerogative educative garantite dalla Carta fondamentale: “Ci sono da una parte delle esigenze che sono state rappresentate e che hanno un loro senso, dall'altra c'è anche un diritto dovere dei genitori previsto dalla Costituzione. Quindi penso che si possa trovare realisticamente una soluzione che rispetti i diritti dei bambini alla relazione, alla socializzazione e i diritti dei genitori”, ha concluso il legale della coppia.
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