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- Roma - Mercoledì 10 Giugno 2026
Pomezia (Rm): 52enne perquisito per apologia del nazismo e minacce antisemite
L'operazione del Ros dei Carabinieri, coordinata dalla Procura di Roma, ha preso di mira il gestore di alcuni profili sulla piattaforma X. L'uomo è accusato di propaganda e istigazione alla violenza per motivi di discriminazione razziale e religiosa, con l'aggravante del negazionismo della Shoah e dell'esaltazione del Terzo Reich.
La controffensiva delle forze dell'ordine nei confronti dell'estremismo radicale e dell'antisemitismo sul web si sposta sul piano operativo con un intervento mirato nella provincia di Roma.
I Carabinieri del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale), dando esecuzione a un decreto emesso dal Dipartimento Antiterrorismo della Procura della Repubblica capitolina, hanno condotto una perquisizione personale, domiciliare e informatica a Pomezia nei confronti di un cittadino italiano di 52 anni.
L'uomo è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati per i reati di propaganda e istigazione a delinquere finalizzate alla discriminazione etnica, razziale e religiosa.
L'attività investigativa ha preso le mosse da un costante e capillare monitoraggio delle reti telematiche, focalizzato in particolare sulle frange virtuali del suprematismo bianco e del neonazismo attive sui principali canali social. Gli approfondimenti tecnici condotti dagli specialisti dell'Arma hanno permesso di mappare i flussi digitali e di attribuire in via esclusiva al cinquantaduenne la paternità e la gestione diretta di una serie di account utilizzati come megafono per la diffusione di tesi estremistiche e violente.
La bacheca virtuale dell'indagato, ospitata principalmente sulla piattaforma X, conteneva una sequenza ininterrotta di post e proclami radicali rivolti contro lo Stato d'Israele, le istituzioni statunitensi e l'intera comunità ebraica globale.
Nei testi pubblicati online si faceva esplicito riferimento a piani di distruzione del giudaismo, evocando l'avvento di una presunta crociata finale e invocando un attacco con armi nucleari contro il territorio israeliano e gli Stati Uniti d'America.
Accanto alle minacce di matrice geopolitica e religiosa, gli investigatori hanno repertato una vasta gamma di contenuti multimediali incentrati sulla celebrazione nostalgica del fascismo e sul culto del Terzo Reich, con un'ampia profusione di simboli delle SS e immagini celebrative di Adolf Hitler.
Al quadro probatorio già delineato si aggiunge inoltre la contestazione dell'aggravante legata al recesso revisionista: l'uomo avrebbe sistematicamente diffuso messaggi volti a negare o a minimizzare la portata storica dell'Olocausto, definendolo apertamente come una mistificazione priva di fondamento storico.
Secondo le valutazioni degli inquirenti, la scelta strategica di veicolare tali messaggi tramite un social network generalista e ad alta diffusione globale come X mirava a garantire una propagazione istantanea dei contenuti, amplificando la platea dei potenziali destinatari su scala internazionale e intercettando pericolosamente anche un pubblico di utenti minorenni.
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