
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 22 Ottobre 2026, 15:35
Caso Shalabayeva, la Cassazione annulla le condanne per 5 poliziotti: disposto l'appello ter
La Suprema Corte accoglie la richiesta del Pg e rinvia il procedimento a un'altra sezione della Corte d'Appello di Firenze. Scatta la prescrizione per il sequestro della donna, il nuovo processo riguarderà unicamente la figlia del dissidente Ablyazov.
Colpo di scena giudiziario nella complessa vicenda legata all'espulsione e al sequestro di Alma Shalabayeva e di sua figlia. I giudici della Corte di Cassazione hanno annullato le condanne di secondo grado pronunciate dalla Corte d'Appello di Firenze a carico di cinque funzionari della Polizia di Stato, disponendo il rinvio degli atti al capoluogo toscano per un nuovo giudizio d'appello davanti a una diversa sezione.
La decisione pronunciata dagli ermellini recepisce integralmente le sollecitazioni avanzate dal sostituto procuratore generale Alessandro Cimmino, che aveva richiesto un processo d'appello ter per la rideterminazione delle posizioni processuali dei funzionari coinvolti.
Parallelamente, la sentenza della Suprema Corte ha dichiarato prescritti i reati legati al sequestro di Alma Shalabayeva: il nuovo dibattimento proseguirà quindi unicamente per le contestazioni relative al sequestro della figlia minore della donna e del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov.
Gli ufficiali e dirigenti di polizia tuttora imputati nel procedimento sono Renato Cortese, all'epoca dei fatti a capo della Squadra Mobile di Roma, Maurizio Improta, ex responsabile dell'Ufficio Immigrazione della Questura capitolina, il funzionario Vincenzo Tramma, unitamente ai colleghi Luca Armeni e Francesco Stampacchia.
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