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- Roma - Giovedì 22 Ottobre 2026, 15:45
Intelligenza artificiale, la Cina accelera sull'hardware: l'asse DeepSeek-Huawei sfida la leadership degli USA
Secondo gli studi dell'Università di Stanford e di SemiAnalysis, il divario sui modelli di IA si riduce a pochi mesi. Pechino punta all'autosufficienza nei chip per superare i limiti all'export imposti da Washington e insidiare il monopolio di Nvidia.
La corsa globale al primato nell'intelligenza artificiale sposta il suo baricentro dalle prestazioni dei software al controllo e all'autosufficienza dell'infrastruttura tecnologica. Se nei modelli di IA le grandi aziende cinesi hanno quasi annullato il ritardo con i colossi americani, sul fronte dell'hardware la cooperazione tra la startup DeepSeek e il gigante della tecnologia Huawei sta ponendo le basi per la nascita di un ecosistema alternativo a quello guidato da Nvidia.
Un'analisi dettagliata pubblicata dalla società di ricerca SemiAnalysis evidenzia come la partnership tra le due realtà cinesi stia velocizzando il percorso verso l'indipendenza dai semiconduttori statunitensi.
DeepSeek ha già reso disponibili sei componenti software adattati espressamente per i processori Ascend di Huawei, consentendo di ottimizzare l'architettura dei sistemi. Una sinergia in cui la prima porta in dote l'architettura dei modelli e la seconda le capacità di calcolo, tanto che – ipotizzano gli analisti – entro il biennio 2027-2028 l'intero sviluppo di DeepSeek potrebbe basarsi esclusivamente su tecnologia proprietaria Huawei.
A livello di prestazioni pure sui modelli, la forbice si è contratta sensibilmente. I dati dell'AI Index 2026 della Stanford University indicano che il margine del miglior sistema americano su quello cinese si è ridotto a un esiguo 2,7%, mentre le stime dell'Institute for Progress posizionano i modelli di Pechino a circa sei mesi e mezzo di distanza dalla frontiera tecnologica statunitense.
Il divario principale resta invece nell'hardware: le prove condotte su chip come l'Ascend 950PR di Huawei mostrano una potenza inferiore ai processori Nvidia H100, pur a fronte di progressi straordinari nell'ottimizzazione del software, con gli ingegneri cinesi capaci di sfruttare fino al 99,7% del potenziale teorico dei propri circuiti.
Le barriere commerciali introdotte dalla Casa Bianca per frenare il trasferimento tecnologico hanno così finito per stimolare la reazione della filiera cinese. Nonostante le parziali aperture dell'amministrazione Trump per la valutazione caso per caso delle licenze di vendita di chip avanzati come gli H200, la stessa Nvidia ha segnalato nei documenti finanziari come il ridimensionamento della presenza in Cina stia favorendo l'ascesa dei competitor locali.
In un contesto di aperto scontro geopolitico, anche Pechino ha varato contromisure annunciando la volontà di vincolare a licenza l'esportazione di 23 tecnologie strategiche legate all'IA, a conferma di una competizione che punta ormai alla creazione di standard industriali e informatici completamente autonomi.
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