
- Prima Notizia 24
- Ancona - Giovedì 22 Ottobre 2026, 15:55
Terremoto Marche, maxi inchiesta sulle truffe post-sisma: 8 arresti e 51 indagati, sequestri per 57 milioni
Operazione della Guardia di Finanza di Ancona e della Dda su commesse per la ricostruzione e appalti regionali. Tra gli arrestati l'ex capo di Gabinetto del governatore Acquaroli e il costruttore Crucianelli per concorso esterno. Perquisizioni in 13 province.
Un vasto sistema illecito strutturato attorno ai fondi destinati alla ricostruzione privata post-terremoto del 2016 e alle commesse pubbliche indette da Regione Marche, Erdis e Università di Camerino.
È il quadro delineato dal bilancio dell'operazione "Ricostruzione", eseguita dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona sotto la direzione e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia. Le fiamme gialle hanno dato esecuzione a 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere, iscrivendo 51 persone nel registro degli indagati e disponendo il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo superiore a 57 milioni di euro.
Le ipotesi di reato contestate a vario titolo dagli inquirenti spaziano dalla truffa aggravata ai danni dello Stato alla corruzione, fino alle infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso nei cantieri.
A supporto dell'impianto probatorio, oltre 50 decreti di perquisizione locale e personale sono stati operati contemporaneamente nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza.
Tra le figure chiave raggiunte dalla misura restrittiva in carcere figura l'avvocato maceratese Fabio Pistarelli, esponente politico del centrodestra marchigiano e già capo di Gabinetto del presidente della Regione Francesco Acquaroli fino al dicembre 2025.
Per lo studio legale e la posizione di Pistarelli, le accuse riguardano la presunta corruzione legata alle procedure di affidamento degli appalti.
Nel filone d'indagine parallelo riguardante i subappalti e l'ingresso di aziende contigue alle cosche nella filiera dei lavori è stato tratto in arresto anche l'imprenditore edile Enrico Crucianelli, contestato per il reato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso.
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