
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 22 Ottobre 2026, 15:40
Barriere coralline, da Stanford una nuova speranza contro lo sbiancamento: “I coralli malati possono curarsi al contatto con quelli sani”
Uno studio pubblicato su Science Advances svela una scoperta accidentale nei laboratori dell'ateneo americano. Far toccare un esemplare sbiancato con un clone sano inverte il processo a tempo di record: “Non sono una causa persa”.
Una soluzione tanto semplice quanto rivoluzionaria potrebbe aprire scenari inediti nella salvaguardia degli ecosistemi marini, minacciati dall'innalzamento delle temperature oceaniche e dagli effetti congiunti del cambiamento climatico e del fenomeno El Niño.
Un team di ricercatori della Stanford Doerr School of Sustainability dell'Università di Stanford ha scoperto un metodo innovativo per invertire il processo di sbiancamento dei coralli: mettere a contatto fisico diretto le porzioni ammalate o moribonde con cloni sani appartenenti alla medesima specie. I dettagli della ricerca, pubblicati a metà ottobre sulla rivista scientifica Science Advances, traggono origine da un evento fortuito verificatosi all'interno delle vasche di laboratorio dell'ateneo.
Due frammenti proveniente dalla stessa colonia – uno in perfette condizioni biologiche e l'altro gravemente compromesso dallo sbiancamento – si sono accidentalmente ribaltati finendo l'uno contro l'altro. Gli scienziati hanno così osservato che la pigmentazione e la vitalità hanno iniziato a ripristinarsi nel corallo malato partendo esattamento dal punto di aderenza tra i due tessuti. Finora gli esemplari colpiti da sbiancamento avanzato venivano considerati in gran parte irrecuperabili per via dell'elevato tasso di mortalità associato al fenomeno.
Lo studio dimostra invece che questi organismi non debbono essere considerati una causa persa, offrendo una nuova leva operativa che potrebbe affiancare le strategie già in atto, come l'impiego di vivai artificiali per il ripopolamento e la selezione di varietà maggiormente resistenti allo stress termico.
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