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- Catania - Mercoledì 20 Maggio 2026
Catania: abusi e maltrattamenti su una dodicenne, arrestati la madre e il compagno
L'indagine della Procura etnea scatta grazie alla segnalazione degli insegnanti di una scuola di Acireale. Le intercettazioni confermano i sospetti di violenza sessuale aggravata tra le mura domestiche. La vittima e i fratellini sono stati messi in sicurezza in una struttura protetta, mentre la coppia è stata trasferita nel carcere di Piazza Lanza.
Un incubo di violenze e vessazioni consumato nel segreto delle mura domestiche è stato scoperto nel Catanese, ponendo fine alle sofferenze di una bambina. Una coppia di conviventi è stata arrestata dagli agenti di polizia in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere firmato dal Gip.
I magistrati della Procura di Catania contestano ai due indagati i reati di violenza sessuale aggravata, maltrattamenti in famiglia e corruzione di minorenne. I gravissimi abusi coinvolgono una dodicenne.
L'intera indagine si è messa in moto in seguito alla denuncia presentata dal personale della scuola media frequentata dalla piccola, che si è rivolto al commissariato del posto. Non appena sono state eseguite le prime verifiche urgenti, la vittima e i suoi fratellini più piccoli sono stati messi in sicurezza, allontanati dai genitori e trasferiti in una comunità protetta.
Il fascicolo è gestito dal pool specializzato nei reati contro le Fasce deboli della Procura etnea, guidato dalla procuratrice aggiunta Liliana Todaro, che ha affidato gli accertamenti sul campo alla sezione di polizia giudiziaria.
La svolta è arrivata quando i professori di un istituto scolastico di Acireale hanno segnalato ai poliziotti i propri sospetti sui traumi visibili della bambina e sulle possibili violenze subite in casa. Questa prontezza nel denunciare è considerata il risultato dei costanti incontri di informazione e sensibilizzazione sulle tutele del "codice rosso" che i magistrati e le forze dell'ordine tengono regolarmente negli istituti scolastici di Catania e della provincia.
Gli inquirenti hanno subito organizzato l'audizione protetta della studentessa, supportata da specialisti. Dalle sue parole, stando a quanto riferito dai magistrati, sono "stati tratti i primi elementi di riscontro tali da imporre, in ragione della necessità e urgenza, nonché a fini di protezione, l'immediato collocamento della minorenne in una struttura protetta, allontanandola dal nucleo familiare d'origine".
Per motivi precauzionali, lo stesso provvedimento di tutela è scattato per i fratellini. Subito dopo, l'attività investigativa si è concentrata sui telefoni e sui movimenti dei due conviventi.
Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, come evidenziato dal procuratore capo Francesco Curcio, avrebbero consentito di raccogliere "gravi elementi indiziari nei confronti della madre della minorenne e del suo compagno". Ritenendo concreto il pericolo e solido il quadro d'accusa, il giudice per le indagini preliminari ha accolto l'istanza dei pubblici ministeri ordinando il trasferimento immediato dell'uomo e della donna presso la casa circondariale di Piazza Lanza a Catania.
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