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  • Roma - Venerdì 30 Ottobre 2026, 15:00

Centrodestra, Meloni: "No ad alleanze con Vannacci, voglio governare senza ricatti"

La presidente del Consiglio respinge le intese con il movimento Futuro Nazionale: "I parlamentari che lo hanno seguito hanno tradito il mandato elettorale votando con le opposizioni".

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Esclusa ogni ipotesi di intesa politica con il movimento guidato da Roberto Vannacci.

La posizione del presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, emerge dalle anticipazioni del nuovo saggio firmato da Bruno Vespa, "Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein", in uscita per le edizioni Mondadori-Rai Libri.

Il capo del governo ha motivato la propria linea affermando di voler richiedere il consenso degli elettori per dare continuità all'azione dell'esecutivo senza condizionamenti: “Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani”.

Nel prosieguo della riflessione, la presidente del Consiglio ha delineato il perimetro della coalizione in vista delle prossime scadenze elettorali: “Io voglio tornare al governo e lo voglio fare con il centrodestra che conosciamo, arricchito da nuovi movimenti civici che si stanno formando e possono rafforzare la nostra offerta politica. L’onorevole Vannacci era vicesegretario della Lega e ha scelto lui di abbandonare la Lega e, quindi, il centrodestra. Così hanno fatto i parlamentari che lo hanno seguito, tutti eletti con il centrodestra, tradendo il mandato elettorale e scegliendo di collocarsi all’opposizione, votando ormai costantemente contro il governo in compagnia di Conte e Schlein, Renzi e Fratoianni. Un ‘Campo larghissimo’, dove molto spesso persino le argomentazioni sono simili”.

L'intervento si conclude con una valutazione sul ruolo politico della nuova formazione d'opposizione: “Futuro nazionale ha un obiettivo dichiarato, far perdere alle urne il primo presidente del Consiglio che la destra italiana abbia mai espresso. E, se perde questo governo, governa la sinistra. Un partito che nasce per questo può chiamarsi come vuole, ma di destra non è”.

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