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  • Roma - Venerdì 30 Ottobre 2026, 15:35

Risparmio, Panetta: "L'economia tiene ma rischi da prezzi e tassi". Giorgetti: "Manovra prudente, le banche ci aiutino". Patuelli: "La legge di bilancio preoccupa"

Acri-Ipsos: il 63% degli italiani mantiene i risparmi liquidi. Azzone (Acri): "La finanziaria toglie risorse alla filantropia".

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Il confronto sulle misure contenute nella nuova legge di bilancio ha caratterizzato i lavori della centoduesima Giornata Mondiale del Risparmio, organizzata a Roma dall'Acri sul tema "Il risparmio nella società che cambia".

L'appuntamento ha messo a confronto i vertici delle istituzioni finanziarie e del governo sull'assetto dei conti pubblici, sulle prospettive di crescita e sul contributo richiesto ai vari comparti produttivi.

A fare da sfondo al dibattito sono stati i dati diffusi dalla consueta indagine Acri-Ipsos, che fotografano un quadro di spiccata cautela tra i cittadini: il 63 per cento degli italiani sceglie di mantenere i propri risparmi in forma liquida, mentre solo il 26 per cento ne investe una piccola parte e appena l'8 per cento alloca la quota maggioritaria dei propri capitali. L'analisi evidenzia come, anche di fronte alle opzioni di investimento, prevalgano finalità di tutela e progettualità rispetto alla ricerca del mero rendimento, in un contesto in cui la percentuale di chi riesce a risparmiare senza rinunce si attesta al 45 per cento.

A difendere l'impostazione della manovra è stato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha rivendicato il rigore delle scelte adottate dal governo: “La legge di bilancio appena presentata, in corso di presentazione al Parlamento è prudente, più prudente di quanto molti avrebbero voluto. Useremo la clausola di salvaguardia e al netto di quella spesa terremo il disavanzo sotto al 3%”.

Il titolare di via XX Settembre ha poi indirizzato un fermo richiamo al sistema creditizio, sollecitando un apporto finanziario al risanamento nazionale: “Tutte le componenti del Paese devono contribuire al perseguimento del percorso di risanamento della finanza pubblica, in primis chi come il sistema finanziario ha largamente beneficiato. Ci rendiamo conto che si tratta di oneri significativi ma che riteniamo nel tempo assorbibili senza riverberi negativi. Lo Stato ha aiutato il sistema bancario con garanzie e Gacs, ora il sistema bancario ha il dovere di aiutare lo Stato nell'ultimo miglio decisivo. Più volte in queste settimane ho parlato di barca da proteggere in caso di burrasca, caro Patuelli siamo sulla stessa barca”.

Giorgetti si è espresso anche sull'impatto fiscale previsto per il terzo settore, assicurando attenzione alle osservazioni giunte dagli enti filantropici: “Non sfuggo la circostanza per cui questa giornata si svolge a poche ore dalla presentazione della legge di bilancio, rispetto alla quale l'Acri ha manifestato i propri rilievi. Posso assicurare di averli presi nella più alta considerazione nella ricerca di un equilibrio tra i vincoli di bilancio e le esigenze delle fondazioni. Un mese fa, l'Istat ha confermato il disavanzo al 3,1 per cento per il 2025. Un decimale. Tanto è bastato per non uscire quest'anno dalla procedura europea. Chi fa il mio mestiere impara due cose sui decimali: non vanno drammatizzati e non vanno ignorati. La nostra direzione non cambia. E la direzione l'hanno riconosciuta i mercati e le agenzie di rating. Credito viene da credere. Chi presta a uno Stato lo fa se crede alla sua parola, e la parola di uno Stato sta nei conti: nella coerenza tra ciò che annuncia e ciò che fa”.

A margine dei lavori, il ministro ha commentato inoltre le tensioni inflazionistiche legate alle materie prime: “Purtroppo l'impatto delle guerre sulle materie prime energetiche è qualcosa che giustamente preoccupa. Noi abbiamo portato in tutte le sedi internazionali, in Europa, le nostre preoccupazioni. Quello che si vede sull'inflazione, ahimè, è una drammatica conseguenza”.

Sul versante delle banche e delle fondazioni si sono registrate posizioni di marcata preoccupazione. Il presidente dell'Acri, Giovanni Azzone, ha evidenziato le ricadute operative dei prelievi fiscali stimati tra i 60 e i 70 milioni di euro: “Mi aspetto eventuali prese di posizione di soggetti che avranno la riduzione dei benefici”, spiegando come tali risorse sottratte agli enti si traducano nella rinuncia a interventi concreti di supporto sociale “per 20mila ragazzi Neet o di autonomia per 2000 persone disabili”. Critico anche il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, che ha contestato i paventati aumenti di Ires e Irap sul comparto: “Daremo una valutazione completa quando la Legge di Bilancio sarà presentata in Parlamento ma il mosaico di dichiarazioni degli esponenti del governo è preoccupante. Mi auguro che prima che lo stampato veda luce vi sia una riflessione su questo, anche perché la stagione delle crisi bancarie molti dei presenti non se la sono dimenticata e l'hanno pagata al punto che ci è costata 1,1 miliardi in risanamento della Popolare di Bari”.

Sul tema si è espresso a margine anche l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, confermando un giudizio generale positivo sull'operato dell'esecutivo nella gestione dei conti ma richiamando la necessità di equità: “Ci debba essere un giusto equilibrio su tutti i soggetti che generano reddito e vedo una concentrazione sul settore bancario. La parola si rispetta”.

Il quadro macroeconomico generale è stato delineato dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, che ha raccomandato di mantenere la linea della disciplina finanziaria: “È auspicabile che l'Italia prosegua sulla strada della prudenza di bilancio degli ultimi anni, tanto più in un contesto internazionale così incerto. Questa scelta ha attenuato gli effetti del rialzo dei tassi globali. Il disavanzo si è ridotto dal 9 per cento del Pil nel 2020 a circa il 3. Diverse agenzie di rating hanno migliorato il giudizio sul merito di credito della Repubblica, contribuendo a contenere l'ampliamento dello spread rispetto ai titoli tedeschi; restano margini per giudizi più favorevoli”.

Analizzando le prospettive di crescita e il costo del denaro, Panetta ha poi aggiunto: “L'economia europea sta mostrando, come quella italiana, una tenuta superiore alle attese. Le prospettive sono però offuscate dallo shock energetico che sta pesando sui bilanci delle famiglie e sui costi delle imprese. Gli effetti dell'inflazione e dei maggiori costi di finanziamento potrebbero acuirsi nei prossimi mesi. Con una dinamica dei prezzi destinata a restare a lungo sopra l'obiettivo e rischi sbilanciati verso l'alto, potrebbero rendersi necessari ulteriori aumenti dei tassi ufficiali. Il rialzo dei rendimenti a lungo termine, dovuto principalmente a fattori globali, rende più rigide le condizioni finanziarie; anche questo andrà considerato nel calibrare con gradualità la politica monetaria. La politica monetaria non può impedire i rincari causati direttamente dallo shock energetico, ma può e deve evitare che influenzino stabilmente le aspettative e i comportamenti di famiglie e imprese, alimentando una spirale tra prezzi e salari che sarebbe costoso interrompere”.

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