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  • Venezia - Venerdì 30 Ottobre 2026, 15:20

Sciopero generale, scontri ai cortei di Mestre e Vicenza: dieci poliziotti feriti

Il bilancio diffuso dal Coisp riporta traumi, sospette fratture e ustioni per gli agenti del Reparto Mobile di Padova. Pianese: "Il diritto di manifestare non sia un alibi per la violenza".

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Scontri e momenti di tensione hanno caratterizzato lo svolgimento delle manifestazioni in Veneto, registrando un bilancio provvisorio di almeno dieci operatori delle forze dell'ordine feriti durante i servizi di ordine pubblico tra Mestre e Vicenza.

I dati sono stati resi noti dal segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, Domenico Pianese: “È di almeno dieci poliziotti feriti il primo bilancio delle manifestazioni di oggi tra Mestre e Vicenza, dove i cortei sono tuttora in corso. Un numero purtroppo provvisorio che misura la gravità degli attacchi subiti da chi è in piazza per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza di tutti”.

Il rappresentante sindacale ha poi illustrato le dinamiche dei singoli episodi verificatisi nei contesti territoriali interessati dai cortei: “A Mestre sono sei i colleghi del Reparto Mobile di Padova rimasti feriti durante il servizio nell’area tra corso del Popolo e la rotatoria di via Gozzi. Il capo contingente ha riportato la sospetta frattura di un dito, mentre gli altri cinque operatori hanno subito traumi ad arti e articolazioni. Sulla fiancata di un mezzo della Polizia è stata inoltre tracciata la scritta ‘Acab’”.

Analoga situazione di criticità si è riscontrata nel capoluogo berico, come specificato nella medesima nota: “A Vicenza altri quattro colleghi, sempre del Reparto di Padova, hanno riportato ustioni provocate dal lancio di fuochi d’artificio. Tentare di sfondare un cordone di sicurezza e lanciare artifici pirotecnici contro gli operatori significa oltrepassare il confine della protesta legittima. I colleghi continuano a pagare sulla propria pelle per garantire l’incolumità pubblica: ci aspettiamo una condanna ferma, perché il diritto di manifestare non può mai diventare un alibi per colpire chi indossa una divisa”.

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