Consiglio Nazionale Forense (CNF), Mattarella: riforma della giustizia necessaria

Si è svolta questa mattina venerdì 25 marzo 2022 alle ore 10, presso l’Auditorium del Maxxi (via Guido Reni, 4/a), l’inaugurazione dell'anno giudiziario 2022 del Consiglio Nazionale Forense. La cerimonia si è aperta con la relazione inaugurale della presidente del Consiglio Nazionale Forense, Maria Masi. Importante ma attesissimo anche il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

di Pino Nano
Venerdì 25 Marzo 2022
Roma - 25 mar 2022 (Prima Notizia 24)

Si è svolta questa mattina venerdì 25 marzo 2022 alle ore 10, presso l’Auditorium del Maxxi (via Guido Reni, 4/a), l’inaugurazione dell'anno giudiziario 2022 del Consiglio Nazionale Forense. La cerimonia si è aperta con la relazione inaugurale della presidente del Consiglio Nazionale Forense, Maria Masi. Importante ma attesissimo anche il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato alla Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Maria Masi, il seguente messaggio: "In occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario 2022 del Consiglio Nazionale Forense mi è gradito far giungere a Lei, illustre Presidente, e a tutti gli intervenuti il saluto più cordiale. Siamo nella fase in cui troveranno piena applicazione le riforme approvate dal Parlamento nell’anno appena concluso e l’avvocatura è chiamata a svolgere in essa un ruolo centrale, con lo spirito di collaborazione e servizio al Paese che ha contraddistinto la sua attività durante l’emergenza pandemica”.

Non ha nessun dubbio il Capo dello Stato: “L’amministrazione della giustizia, efficace e tempestiva- ripete il Presidente della Repubblica- è una condizione essenziale per il successo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e l’impegno dell’avvocatura è elemento prezioso per permettere di concentrare gli sforzi sui traguardi comuni da raggiungere per assicurare una risposta in questo senso”.

Per Sergio Mattarella “La qualità della giurisdizione dipende dalla qualificata e leale partecipazione delle parti e, in essa, del foro, alla complessa attività decisionale propria del giudice. L’azione che il Consiglio Nazionale sviluppa per promuovere la competenza e il rigore nell’esercizio della professione forense, nella funzione di tutela di valori costituzionali e del principio di legalità, è apprezzabile e va continuamente alimentata. Con questo spirito, formulo – conclude il Presidente- i più fervidi auguri di buon lavoro».

In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dello scorso gennaio in Corte di Cassazione, Maria Masi aveva evidenziato come oggi “scontiamo” un «formidabile problema di educazione che investe tutta la comunità civile e anche l’ordinamento giudiziario. Da un lato la crisi dell’avvocatura che oggi è anche e soprattutto una crisi identitaria, imputabile sicuramente alla sua endemica resistenza al cambiamento, ma soprattutto a riforme inique e confuse che puntualmente mirano a mettere in discussione la sua funzione di carattere pubblico, dall’altra la crisi morale della magistratura, determinata evidentemente anche dalle leggi invecchiate che la disciplinano».

Dopo il saluto e la relazione ufficiale della Presidente del Consiglio Nazionale Forense Maria Masi, sono seguiti gli interventi della Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, del Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, David Ermini, del Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, Pietro Curzio, del Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, Michele Corradino e del Presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino. Presenti, tra gli altri, il Sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, il Procuratore generale della Corte di Cassazione, Giovanni Salvi, l’Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli, il Presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, il Procuratore della Repubblica della Procura di Roma, Francesco Lo Voi, il Presidente del Tribunale di Roma, Roberto Reali. L’ennesima occasione per ribadire l’importanza fondamentale della riforma del sistema giudiziario italiano.


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