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- Roma - Martedì 23 Giugno 2026
Corea del Nord: Kim ordina di potenziare l'arsenale nucleare, "dobbiamo superare il resto del mondo"
Al termine del vertice di tre giorni del Partito dei Lavoratori, Kim Jong Un rilancia la sfida militare contro Washington, Seoul e Tokyo.
I delicati equilibri geopolitici nell'area dell'Estremo Oriente tornano a surriscaldarsi a causa delle ultime direttive strategiche emanate dai vertici della Corea del Nord.
Durante la sessione plenaria del Comitato centrale del partito unico, la presidenza guidata da Kim Jong Un ha tracciato il bilancio delle attività svolte nella prima parte dell'anno, fissando i prossimi obiettivi sul piano della sicurezza nazionale.
Al centro del dibattito della riunione è stata riaffermata la volontà di accelerare sul consolidamento delle forze atomiche, considerate l'unico strumento efficace per garantire la sovranità del Paese a fronte di uno scenario internazionale ritenuto altamente instabile e complesso.
L'obiettivo dichiarato dal regime è quello di raggiungere un livello di sviluppo bellico talmente avanzato da staccare nettamente i rivali geopolitici. Nello specifico, il leader ha indicato i compiti operativi per aumentare “senza sosta” i mezzi di difesa del paese “a modo nostro e con l’obiettivo di superare il resto del mondo”.
Secondo quanto emerso dal vertice, la progressione dei programmi militari seguirà scadenze molto serrate, poggiando su nuove soluzioni ingegneristiche: “con la tecnologia nucleare come base, saranno attuati con velocità crescente piani più ampi, innovativi e incoraggianti”.
Oltre al potenziamento atomico, i piani prevedono la costruzione di una imponente unità navale da 10mila tonnellate e il rafforzamento delle fortificazioni lungo la linea di confine meridionale.
La cooperazione difensiva tra il Pentagono e la Corea del Sud è stata duramente contestata e definita un vero e proprio strumento di aggressione, ma le critiche più aspre sono state indirizzate verso la postura diplomatica di Tokyo. Il capo del regime ha infatti accusato il Paese vicino di nascondere mire espansionistiche dietro l'attuale crisi: “Il Giappone, paese sconfitto in Asia, si è apertamente trasformato in uno stato di guerra prendendo le attuali circostanze inquietanti come un’occasione per liberarsi di tutte le catene che limitavano le sue mosse per diventare una potenza militare”.
Questa presunta militarizzazione, secondo la visione nordcoreana, starebbe provocando “una forte reazione e seria preoccupazione nella comunità internazionale”.
Le pesanti accuse del leader comunista sono state però rispedite al mittente dalle autorità giapponesi. Il portavoce governativo Minoru Kihara ha chiarito che la politica di Tokyo resta strettamente ancorata a criteri di pura autoconservazione, definendo del tutto “infondate” le tesi su un ritorno al militarismo e invitando Pyongyang a rispettare i divieti imposti dalle Nazioni Unite.
Oltre ai temi strategici e a un piano di ristrutturazione della filiera estrattiva del carbone, i lavori del plenum si sono conclusi con un importante rimpasto politico che ha visto l'ascesa di Jo Yong Won a cariche di primo piano e la contestuale destituzione di altri storici funzionari del partito.
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