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- Roma - Mercoledì 24 Giugno 2026
Ddl Caccia, Zedda (FdI) difende la riforma: "Superato l'approccio ideologico, ora prevale il buonsenso"
La vicepresidente del gruppo Fratelli d'Italia al Senato respinge le critiche delle associazioni ambientaliste e rivendica il ruolo di cacciatori, agricoltori e allevatori nella gestione del territorio e nella tutela della fauna.
Dopo le forti contestazioni arrivate dal mondo ambientalista e animalista, la maggioranza torna a difendere il disegno di legge sulla caccia approvato dal Senato. A intervenire è Antonella Zedda, vicepresidente del gruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo Madama, che definisce il provvedimento una riforma equilibrata e necessaria per affrontare in modo concreto la gestione della fauna selvatica. Secondo l'esponente di FdI, il testo rappresenta un cambio di paradigma rispetto alle politiche adottate negli ultimi anni e supera quella che definisce una visione ideologica del rapporto tra uomo e ambiente.
"L'uomo parte della soluzione"
Per Zedda la tutela degli ecosistemi non può prescindere dalla presenza attiva dell'essere umano sul territorio. "Con questa riforma abbiamo voluto affermare che l'uomo non è il problema dell'ambiente, ma parte della soluzione", sostiene la senatrice, evidenziando come il provvedimento punti a rafforzare gli strumenti di gestione della fauna e a valorizzare il contributo di chi vive quotidianamente nelle aree rurali e naturali. Secondo la parlamentare, l'abbandono del territorio e l'assenza di interventi concreti rischiano infatti di creare problemi maggiori rispetto a una gestione attiva e controllata.
La replica alle critiche degli ambientalisti
Le dichiarazioni arrivano all'indomani delle proteste organizzate da numerose associazioni, che hanno definito il disegno di legge un regalo al mondo venatorio e una minaccia per la biodiversità. Una lettura che Zedda respinge con decisione. "Per troppo tempo la sinistra ha alimentato una narrazione fatta di allarmismi e falsità", afferma, contestando le accuse secondo cui la riforma ridurrebbe le tutele per le specie protette o comprometterebbe le aree naturali. Al contrario, secondo la senatrice, il testo rafforza il contrasto al bracconaggio e introduce strumenti più efficaci per la gestione del patrimonio faunistico.
Il ruolo dei cacciatori nella tutela del territorio
Uno dei punti centrali dell'intervento riguarda il riconoscimento della figura del cacciatore come soggetto attivo nella conservazione degli ecosistemi. Per Zedda, insieme ad agricoltori e allevatori, i cacciatori rappresentano una presenza importante nelle campagne e nelle aree naturali, contribuendo al monitoraggio della fauna e alla gestione degli equilibri ambientali. "Il cacciatore è un custode dell'ambiente e una risorsa preziosa nella salvaguardia degli ecosistemi", sostiene la parlamentare.
I dati della Laguna di Venezia
A sostegno della propria posizione, l'esponente di Fratelli d'Italia richiama i risultati di un censimento effettuato nella Laguna di Venezia nel gennaio 2026. Secondo i dati citati dalla senatrice, nelle aziende faunistico-venatorie sarebbero stati rilevati oltre 84 esemplari per ettaro, contro una media di 1,56 nelle aree monitorate dal WWF. Numeri che, a suo giudizio, dimostrerebbero come una gestione attiva del territorio possa favorire la presenza e la conservazione della fauna selvatica.
Uno scontro destinato a continuare
Le parole di Zedda confermano quanto il dibattito sulla riforma della caccia resti fortemente polarizzato. Da una parte il mondo venatorio e la maggioranza di governo rivendicano il provvedimento come uno strumento di gestione moderna della fauna e del territorio. Dall'altra associazioni ambientaliste, animaliste e opposizioni continuano a denunciare quello che considerano un indebolimento delle tutele ambientali. Dopo il via libera del Senato, il confronto si sposterà ora alla Camera dei deputati, dove il testo sarà sottoposto a un nuovo esame parlamentare e dove si annuncia un nuovo scontro politico sul futuro della normativa venatoria italiana.
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