
- Prima Notizia 24
- Mercoledì 22 Aprile 2026
Dl Sicurezza, Conte attacca: "Costringete gli avvocati al patrocinio infedele e alla corruzione"
Il leader del M5S contro la norma del decreto: "Incredibile e surreale, lo Stato paga il legale per convincere il cliente a firmare soluzioni contro i propri stessi interessi".
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha lanciato un durissimo attacco al governo durante le dichiarazioni di voto sulla fiducia al decreto Sicurezza, definendo "surreale" una delle norme contenute nel provvedimento. Secondo l'ex premier, la disposizione minerebbe alla base il rapporto di fiducia tra legale e assistito, portando i professionisti verso territori penalmente rilevanti.
“Ci siete riusciti. Ci avete davvero stupito con questa norma che avete inserito in questo decreto, qualcosa di incredibile… di surreale. Ancora ieri Giorgia Meloni però ha precisato è una norma di buonsenso.
Allora, ricapitoliamo. Spieghiamolo bene a tutti. Credo che anche a voi colleghi della maggioranza sia capitato di andare da un avvocato, cercare un avvocato per riparare i torti che avete subito, per cercare difesa e protezione per le vostre ragioni. E che cosa avete cercato in quell’avvocato? Comprensione, lealtà, diligenza, massima attenzione per difendere le vostre ragioni.
Ora questa norma a cosa costringe l’avvocato? In pratica è come se il vostro avvocato, con cui avete un rapporto fiduciario, venga contattato dal vostro avversario in giudizio che gli promette e addirittura gli consegna dei soldi per convincerlo a farvi aderire a una soluzione che è contraria, in ipotesi, ai vostri interessi di cliente.
Sapete una fattispecie del genere come si chiama? Ricorre in due reati. Il reato di patrocinio infedele e di corruzione. È quello che avete fatto.
Quindi l’avvocato viene pagato dallo Stato che è l’avversario del cliente perché debba convincere il cliente a sottoscrivere una soluzione che per definizione è contro i suoi interessi. State costringendo gli avvocati a commettere due reati”, ha dichiarato Conte in Aula.
L'affondo punta l'indice contro il meccanismo di incentivi che, secondo la lettura dei Cinque Stelle, trasformerebbe l'avvocato in un tramite degli interessi statali — spesso contrapposti a quelli del cittadino difeso — rompendo il mandato di lealtà e diligenza che caratterizza la professione forense.
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