
- Prima Notizia 24
- Roma - Mercoledì 3 Giugno 2026
Energia, Bruxelles: "Mercato del petrolio in deficit, rischi sui carburanti". Sul gas non c'è emergenza scorte
Durante un'audizione a Bruxelles, il commissario Ue all'Energia Dan Jorgensen ha evidenziato l'impatto economico dell'instabilità internazionale, con un aumento di 20 miliardi di euro nelle spese per le importazioni di combustibili fossili, sottolineando l'urgenza di diversificare le fonti energetiche.
Le tensioni geopolitiche internazionali continuano a ridisegnare l'assetto economico e le strategie di approvvigionamento energetico all'interno dei confini comunitari, delineando un quadro a due velocità tra comparto petrolifero e forniture di metano.
Nel corso di un'audizione formale tenutasi a Bruxelles davanti alla commissione per l'Industria, la Ricerca e l'Energia (Itre) del Parlamento europeo, il commissario Ue all'Energia Dan Jorgensen ha tracciato le linee programmatiche della governance europea, rassicurando gli eurodeputati sulla tenuta delle infrastrutture di stoccaggio del gas ma sollevando contestualmente forti elementi di apprensione per quanto riguarda i derivati del greggio e l'industria dei trasporti.
L'esponente dell'esecutivo guidato da Ursula von der Leyen ha delineato i confini della sicurezza energetica per i prossimi mesi, escludendo criticità sistemiche per il riscaldamento e la produzione industriale, ma ponendo l'accento sulle strozzature della filiera petrolifera: “L'Ue non avverte preoccupazioni immediate sull'approvvigionamento di gas per il prossimo inverno. Tuttavia, si prevede che il mercato fisico del petrolio registrerà un deficit per il resto dell'anno, con alcuni rischi per l'approvvigionamento di carburante per aerei, gasolio e altri prodotti raffinati".
Per evitare strozzature logistiche o impennate improvvise dei prezzi al dettaglio, gli uffici di Bruxelles mantengono canali di comunicazione aperti con le cancellerie dei ventisette Paesi membri: “Sia per il gas che per il petrolio, stiamo monitorando attentamente la situazione insieme agli Stati membri”, ha garantito il politico danese. Il passaggio più critico dell'intervento di Jorgensen ha riguardato l'impatto economico immediato che l'instabilità internazionale sta riversando sulle finanze pubbliche e sui bilanci dei consumatori europei.
Il commissario ha quantificato l'esborso extra sostenuto dall'Unione per mantenere invariato il flusso di approvvigionamento, denunciando un paradosso commerciale che drena risorse miliardarie senza generare un reale valore aggiunto in termini di volumi stoccati: “Dopo solo un mese di conflitto, la spesa per le importazioni europee di combustibili fossili è aumentata di 20 miliardi di euro: paghiamo 650 milioni di euro in più al giorno, ma non otteniamo nemmeno una molecola" di energia "in più rispetto al solito”.
Questa emorragia finanziaria quotidiana, secondo i vertici comunitari, certifica una volta di più l'urgenza di accelerare l'affrancamento dalle fonti fossili tradizionali e di diversificare i partner commerciali per blindare la sovranità energetica del continente.
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