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  • Roma - Giovedì 11 Giugno 2026

Sviluppo energetico, ad Abidjan la terza conferenza Inaet: asse tra Eni, Banca Mondiale e Luiss per la transizione dell'Africa

L'International Network on African Energy Transition si riunisce in Costa d'Avorio per l'edizione 2026 del summit internazionale. Focus su investimenti, neutralità tecnologica e bioenergie con il lancio di una nuova rete in collaborazione con l'agenzia Irena per favorire lo sviluppo sostenibile del continente.

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Prende il via ad Abidjan, l'11 e 12 giugno, la terza conferenza dell'International Network on African Energy Transition (INAET).

L'evento, organizzato in un momento nevralgico per gli equilibri dei mercati globali, raduna esponenti politici, istituti finanziari, accademici e manager d'impresa con l'obiettivo di strutturare percorsi di decarbonizzazione inclusivi e orientati all'attrazione di capitali privati nel continente africano.

I tavoli di lavoro adottano un approccio improntato alla neutralità tecnologica, analizzando i legami tra l'approvvigionamento energetico, la modernizzazione dell'agricoltura, i sistemi di cucina pulita (clean cooking) e i mercati dei crediti di carbonio.

La struttura della piattaforma, nata nel novembre del 2023, vede la promozione diretta di Eni e della Luiss School of Government di Roma, che operano in sinergia con il Gruppo Banca Mondiale attraverso l’International Finance Corporation (IFC) e l’Institute for Economic Development.

L'appuntamento in Costa d'Avorio — scelta per il suo ruolo di hub infrastrutturale nell'Africa occidentale — giunge dopo i positivi riscontri dei precedenti forum in Kenya e in Italia, e segue i tavoli negoziali segnati dalla partecipazione della rete alla COP30 in Brasile.

L'edizione 2026 beneficia inoltre del patrocinio del Ministero delle Miniere, del Petrolio e dell'Energia ivoriano e del sostegno di partner industriali internazionali come Iveco, Bayer, Altera Infrastructure, WTS Energy e Faman Energies.

Una delle principali novità dell'incontro è rappresentata dalla sessione parallela coordinata insieme all’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA).

Durante i lavori sarà presentato ufficialmente il “Network on Bioenergies in Africa”, un organismo comune nato dal partenariato tra Eni e IRENA che capitalizza i programmi di formazione e potenziamento delle competenze sui carburanti ecologici realizzati a beneficio dei quadri della pubblica amministrazione africana nel biennio precedente.

Sulla traiettoria evolutiva compiuta dal network e sulla sua capacità di incidere nei processi reali ha preso la parola Lapo Pistelli, Direttore Public Affairs di Eni: “Negli ultimi tre anni, INAET si è evoluta fino a diventare una solida piattaforma internazionale multistakeholder, capace di riunire una vasta gamma di attori attorno a un obiettivo comune: promuovere una transizione energetica giusta, inclusiva e orientata agli investimenti in Africa. Anche grazie alla preziosa collaborazione dei nostri partner, la rete ha continuato a crescere per dimensioni, portata e profondità. La forza di questa iniziativa risiede nella sua diversità, che consente uno scambio costruttivo su alcune delle più urgenti sfide energetiche e di sviluppo del continente.

INAET non è soltanto un forum di discussione: è una piattaforma che favorisce nuove sinergie, partnership e soluzioni concrete orientate al business, contribuendo a trasformare il dialogo in azione”.

Il dibattito ha sollevato anche la questione metodologica legata alla pianificazione degli investimenti, evidenziando la necessità di valorizzare l'enorme patrimonio informativo in possesso delle aziende dei servizi pubblici locali. Su questo specifico aspetto si è espresso Gero Carletto, Head of the Rome Center dell’Institute for Economic Development del Gruppo Banca Mondiale: “L’ambizione da sola non alimenterà l’Africa: servono dati ed evidenze. Le utility africane dispongono di alcuni dei dati operativi più preziosi del continente, ma queste informazioni restano in gran parte inutilizzate nelle decisioni strategiche. L’Institute for Economic Development è qui per cambiare questa situazione. Ad Abidjan proponiamo una partnership affidabile sui dati che trasformi una ricerca rigorosa in conoscenza pratica per utility, regolatori e investitori, accelerando l’accesso all’Energia, sbloccando investimenti privati e creando posti di lavoro qualificati, elementi centrali dell’iniziativa Mission 300″.

A fare eco all'importanza di un'analisi scientifica tarata sulle singole specificità dei territori è l'intervento di Domenico Lombardi, Direttore del Policy Institute della Luiss School of Government, che ha rimarcato l'apporto del mondo universitario italiano ed europeo alla governance del progetto: “La transizione energetica africana non segue una narrazione unica: è un mosaico di realtà nazionali, ognuna delle quali richiede soluzioni su misura, fondate su evidenze e guidate dalla leadership locale. INAET è stata concepita proprio per affrontare questa complessità, riunendo decisori politici, investitori e mondo accademico per trasformare il dialogo in impegni concreti. La Luiss School of Government è orgogliosa di essere uno dei pilastri di questa piattaforma, che continua a crescere per profondità e rilevanza. La terza conferenza di Abidjan testimonia il percorso compiuto finora e il grande potenziale ancora da esprimere”.

Le raccomandazioni e i documenti programmatici elaborati al termine delle tavole rotonde saranno trasmessi alle principali organizzazioni multilaterali presenti al summit, tra cui spiccano i delegati dell'Unione Africana, della Banca Africana di Sviluppo, della FAO, della BERD, dell'ECFR e della Columbia University.

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